Laura Timpano per Kolibris
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Form Object

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La poesia è nascosta nelle parole,
è tutto quello che so.
Il mio destino è non capire
quasi nulla.
Sul niente possiedo profondità.
Non coltivo connessioni con il reale.
Per me forte non è chi scopre l'oro.
Forte per me è chi scopre cose insignificanti:
del mondo e nostre.
Per questa piccola frase
mi hanno eletto imbecille.
Mi sono emozionato e ho pianto.

Ho un debole per gli elogi.

Manoel do Barros

 

 

 

 

 

 

D'altra parte lo vedi
scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa
pago le mie illusioni
fingo d'aver capito
che vivere è incontrarsi
aver sonno, appetito
far dei figli mangiare bere leggere amare
... grattarsi


F. Guccini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 luglio, Castelmorrone (CE)

Premio Pilade Bronzetti a Chiara De Luca

16 luglio, Pistoia


18.00 - 20.00 - Giardino di Chichibio (chiostro del liceo classico), corso Gramsci 159
Presentazione della Corolla del ricordo

18 luglio, Ravenna

Chiara De Luca a L'altro fuoco.

 

 

 

 

Foto di Tiziana Cera Rosco a Residenze Estive, clicca qui sotto per visualizzare le altre

--------------- ------ Chiara De Luca

 

 

 

 

Foto di Chiara De Luca a Residenze Estive, clicca qui sotto per visualizzare le altre

 

 

 

 

Recensione di Alessandro Ramberti alla mia Corolla del ricordo
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Ex libris di Roberto Matarazzo per La corolla del ricordo

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E' uscita la raccolta poetica La corolla del ricordo, di Chiara De Luca

con traduzione in inglese di Eileen Sullivan

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Disegni di Roberto Matarazzo per Kolibris

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una lettura dell'autrice su musiche di Francesco Benozzo

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Chiara De Luca (Kolibris) e Alessandro Ramberti (Fara Editore)
alla Festa dei librai e degli editori, Bologna 13/06/2009

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alla Festa dei bambini, Parma, 14/06/2009
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sono sui passi per non rimanere
come ieri, o era un altro magari
un viaggio che si adatta
al non esser più vero
di questo silenzio sceso
su chi non ti usa
su chi non ti chiama casa
per restare a bocca chiusa

Alessandro Assiri

 

Nel tempo s'impara a migrare internamente,
per cambiare casa non occorre traslocare:
sbiadiscono le voci come stanche foto
non danno nostalgia paesaggi già sommersi,
s'incartano i ricordi belli per riporli
in ciò che del vissuto è stato risparmiato.
È una musica l'assenza che sfuma intensamente,
siamo note nel vuoto a cercare uno spartito
non resta bianco all'infinito il pentagramma.

Chiara De Luca

 

da Alessandro Assiri e Chiara De Luca
sui passi per non rimanere (Fara, 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a due anni da te

come brucia l'asfalto e non
scioglie ma sfuma le striscie
del sottopasso verso i binari,
resta pure a pensare se credi
che il cuore melassa poetessa
abbia stuprato nuovi pudori,
solo ha invischiato altri insetti
tanto poveri d'ali e passioni
miseri tuoi replicanti lontani
a sbiancare la salma sul muro
che più della morte da sempre
agonizzante ho temuto la vita.

 

 

 

 

 

 

 


© Graph - X
c'è una stella nel taglio
orizzontale che unisce
l'ombra alla sua ombra

e la porta è un uovo
di luna, luce bianca
che canta
il libro delle ali

Gianluca Chierici

 

 

 

 

 

E' uscita per Fara Editore l'antologia anarchica PRO/TESTO
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Clicca qui sotto per ascoltare un estratto da
Il soffio del silenzio, mio contributo in PRO/TESTO

 

 

 



Credo
nel sacro d'ogni incontro
nell'irripetibile stagione di un momento
di Eterno presente che redime il tempo
e si possa entrare infine un cuore aperto
custodire il grido teso di ogni sguardo
tenere parole come canto che nel vento
soffia intensamente ponti tra le storie
sul mare di un silenzio enorme che non cede
quando più non frangono le onde dell'attesa
nel piegarsi a un fondo invano di memorie.

 

 

I Believe
in the sanctity of every encounter,
in the ephemeral season of an instant,
in the eternal present which redeems time
so I may finally enter an open hearth
where I cradle a stifled scream born of each glance,
holding my words like a song in the wind
which batters a bridge between histories
spanning a sea of deafening silence,
ceaselessly beating waves of waiting
which no longer shatter this arched span
stretched across a vain abyss of memories.


from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono questa casa diroccata
di finestre cieche e fumo
contro il cielo, spaccata
dall'aver troppo difeso.
Non chiamare torna solo
se per ricostruire.
Tutto trema vedi nell'entrare
scoppia le crepe del silenzio,
scardina le porte verso il buio.
Non si ridispongono le pietre
perché non ha più eredi il sogno
non ha dimenticato nulla da rubare.
Solo le pareti fuori sanno stare
bianche incontro al vento.

da The Corolla of Memory/La corolla del ricordo

I'm this tumble-down house
of blind windows and smoke
against the sky, split in half
from defending my fragile fortress.
Don't beckon me, but return only
to rebuild what once was a stronghold,
and is now unsteady from the wreckage
of your silence, doors unhinged toward darkness.
The stones cannot rearrange themselves,
the dream has no heirs to tend to the neglect,
to replace the heart of the home he robbed.
Only the outside walls can stand,
a tenuous vigilance against the tempest.

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo

 

 

 

 

 

 

 

 

Sette colpi di pistola contro
una boutique del centro

di Bologna sette gli anni
dal nostro primo incontro
e che non ricrescono le ali

sette i peccati capitali

da The Corolla of Memory/La corolla del ricordo

 

 

 


 

Seven gun shots against
a boutique in the centre
of Bologna
, seven the years
since our first encounter,
since my wings have disappeared.

Seven Deadly Sins

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo

 

 

 

 

 

 

Giorni come spine sul gambo
impassibile del tempo
si piegano appena alla fatica
reggendo la bellezza ingrata
della luce e che risorge, la spietata
alchimia inconsueta di ragioni
Intimo alle stanze di tacere
neppure più fingo di ascoltare
musica computer e telegiornale
procedo lentamente sui talloni
ignoro quel che accade al mondo
e dentro, l'anarchia incosciente
del pensiero, riconduco eserciti
di buio a un ordine artefatto
allineando oggetti nella notte
sullo scacchiere delle ore come
si potesse ovviare al ghigno
delle ombre tutto quel che devi
fare adesso è non agire,
domandare non guardare
nel caleidoscopico oscillare

 

 

 

 

 

Dicono che non si debba a piedi
e soli al buio in queste strade
ma io qui vedi so quando girare
Ti ho temuto fino alla sorpresa
mentre come in sonno non mi vedi
a testa bassa e mi precedi

 

 

 

Oppure non vivere quello che accade
coltivando un silenzio irreale
non sai quanto a lungo si possa
risparmiare il respiro scontando
tu solo sai fino a quando anche il sole

 

 

 

 

 

 

 

Forse capirai un poco il giorno
che scivolerai tra i banchi del mercato
quando in fretta tirano le tende all'ora
di chiusura. Quando varcherai in silenzio
il portone in legno austero di una chiesa
mentre il coro intona l'ultima preghiera
e il prete sta benedicendo già chi c'era
Quando ti ritroverai la sera a rimandare
l'ora dell'uscita in giro nel quartiere
per poter sentire sempre quel fragore
di saracinesche esplodere le strade
Quando attenderai ogni notte per dormire
che sia spenta in alto l'ultima finestra,
lo saprai anche tu il sentore del finire
spendere la vita senza tregua ad iniziare
perché alla sorgente l'acqua non ricorda
come in uno schianto termini la corsa

da The Corolla of Memory/La corolla del ricordo

 

 

 

 

 

Perhaps this day you'll begin to comprehend,
you'll ease among the market stands
as the curtains are quickly drawn at closing.
You'll quietly cross the threshold
past the austere wooden church door
while the choir rises for one last hosannah
and the priest is already blessing
those who leave. You will postpone
your appointment with your regular
evening tour through the streets
of your quarter to linger in wait
for the cacophony of iron shutters slamming,
to hear the explosion rend the twilight.
You will wait each night before sleep
for the finality of that last, highest window
to slam, and only then will you feel
the icy intimation of the end of that beginning.
At its source water never knows how it rushes
toward its destination, only to end in a crashing cascade.

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Erik Sullivan per Chiara De Luca

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Alessio Chiappelli e Simone Molinaroli allo Zammù di Bologna
Alla Biblioteca Ruffilli di Bologna

 

 

 

E' uscita per Fara Editore l'antologia


Nella borsa del viandante. Poesia che (r)esiste


a cura di Chiara De Luca

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E' uscito per Joker Il nome del confine, di Gianluca Chierici. Clicca qui sotto per leggere la mia prefazione

 

 

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Bologna, 11/03/2009 - Presentazione dei romanzi La collezionista, di Chiara De Luca ed Elastico di Ivan Sclafani

Forlì, 28/02/2009 - Presentazione dell'antologia
Vicino alle nubi sulla montagna crollata
(Campanotto 2008)

Bellaria, 15/02/2009 - Premiazione del Concorso
"L'amore è un cane che viene dall'inferno"

 


Il sito delle Edizioni Kolibris

È online Kolibris Bookshop, la libreria virtuale di Kolibris
La libreria di Kolibris

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo aperto i boccaporti del buio
a farci caldo solo di pensiero,
entra freddo nelle parole
nudate del senso fino al silenzio.
La mano me la strappi di mano
mi chiudi in un angolo e torni
a forzare il fiume dentro un bicchiere.
Faccio pressione sulle pareti
di vetro scompongo frantumi:
acqua si divincola, e cocci.

da i grani del buio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso le cose non ti dicono più
si può anche tornare a sentire
il canto vorace del fiume
quando piega la schiena la sera.
A impazzire basta il dolore
e le foglie non hanno perdono,
solo sono grate alla mano
che decisa recise lo stelo
riaprendo l'ansia del volo.

da confinando l'inverno

 

 

 

 

 

 

 

 

18:30

Stanca forse anche tu
d'essere forte, accogliente,
mollemente ti lasceresti
scivolare tra le spire del vento,
strozzando stretti i cori e le risa
eco d'un te da anni già infranto.

Anche tu nelle strade sei sola
mostruosamente e ti colma
appena d'una memoria
sbiadita di desiderio le mani
che ansiose frugano in cerca,
Bologna,
gli sguardi piantati
a sangue su ciò che sei stata
e ti manchi in questo sfregio

aperto dal chiasso dell'allegria
simulata dal tempo inchiodato a un ricordo
nell'ora in cui ciondola il mondo
e idiota sorride brindando smagliante.


daThe Corolla of Memory/La corolla del ricordo. Traduzione di Eileen Sullivan

18.30

Perhaps, like me, you are too tired
to be strong or welcoming.
So leave yourself gently
sliding between coils of wind,
ignore the strangled chorus, the laughing
echo of a Self long-shattered.

You, too, are solitary in these streets
so brimming with faded
memories, with desires you anxiously
seek with desperate hands…

Bologne,
those greedy eyes
drew blood from what you once were,
and all you have lost in the eviscerating
slash through your once-cheerful din
now made facsimile by time crucified
to memory in the short hour
it takes the world to dangle drunkenly
from a smiling idiot's beaming toast.

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo. Translated by Eileen Sullivan

 

 

 

 

 

No one can evade that lying smile
by slipping out from night frights
into the clear air of dawn.
This sin gestates within, a weight
that returns, reminding us
of its stubborn presence, a womb of worry
that mocks our feeble words.
Look at the street lights blink off,
naked now to the opening homes,
they bow their heads,
defenceless, to the borning movement of traffic.
Sunday is gone again, consumed;
a broken shell remains,
speaks of the nonsense of forgiveness,
of imploring, of yearning for
the kisses, the taste, the infinite in those eyes.


from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo. Translated by Eileen Sullivan

 

 

 

 

 

 

See the heavy-lidded eys life has on the bus,
how they look at everyone and noone,
how if only you would slow down
we both could cross,
our fear tucked inside.
Hold me because I am all soul
again, placed on the stairs to bleed.
The door above will not open,
the sentry at the threshhold of time
has gentle eyes, a wry smile, and
light fingers which dance like a dream
across an unseen keyboard of ivory.
I wait with a clenched fist for the sentence,
no defence for my shame
in devouring love like a dog
in the midst of this hell of words.

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo. Translated by Eileen Sullivan

 

 

 

 

Chronicle

She dances naked beneath the two towers,
I read one frosted morning while passing by,
a chorus of cheers encourage her,
who can know what brand she bears on her lips.
So very like one who strips everyday, all modesty shed,
pouring his very soul into poetry
only to belong to everyone
and no one at all.

 

 

I come upon the faint, beckoning scent of the abyss,
there to open my veins yet again that I might
dip my pen in this well of pain and bleed verses into the silence.

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo. Translated by Eileen Sullivan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

From the darkness he came
to press himself against me,
firmly to the bench,
the night holds my heart,
his onyx eyes flare from the depths,
I forget in that instant
the terror I feel in humanity,
I am caught in the distant memory
of a fiery embrace obscured
on the year's shortest day
- and suddenly I think of you,
peering through your peephole,
diminishing expectations
with your bowed head,
your future balances precariously
as you issue mediated messages
carried by others to "let it go"
and give it up as you have.
I half-hope for there to be no rescue
in his last night race, from the bus
which carries emptiness in its womb,
wending its way toward me
from one who, like me, may still
linger for lost love to embrace
but now is utterly disarmed.

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo. Translated by Eileen Sullivan

 

 

 

Days such this are Christmas Day,
when sharp, clear lights bursts
like a lance between the columns
to strike both cold and beautiful
upon the hand grasping the pen.
The first page is white again,
entreating some gesture to mark a beginning.
I change my daily planner each time I die,
so in february, spilling ink my death watch,
I buy at least a half a dozen on sale.

21/11/2008

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo. Translated by Eileen Sullivan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The sun evaporates our now abandoned days
plunders horizons of boundless tomorrows
always a liar. Bologna awakens to
unraveled morning streets and reverberates
in the cacophany of slamming
massive windows, and the banging of doors.
Time is trapped in the great pool
of a broken heart and stagnates,
sodden dirt brims over its side, we flounder
and gasp for each breath that we take.

from The Corolla of Memory/La corolla del ricordo. Translated by Eileen Sullivan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da i grani del buio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prendo in prestito per dirvi

la mestizia della notte
che ha indossato lentamente
il suo abito di lutto,

il tramonto attorno
a festeggiare il suo tripudio,

la luce dei lampioni
che fino a qui ogni sera
a stento non arriva

e oggi è tracce
già cancellate quasi
in grandi pozzanghere
in fondo alla salita.

Prendo in prestito per dirvi
le stecche di dolore
che dell'anima ha forgiato
un piccolo violino,

l'intermezzo inatteso
della gioia all'improvviso,

l'innocenza scordata
i miei inutili segreti,

l'inerzia sorridente quando il grido
del passato infine si disperde

nell'abbraccio mancato
d'un amore rinnegato.

Basteranno i vostri volti nel ricordo

a ridare ai gusci
di parole un corpo,

perché se li riporti come l'onda
via di senso,

respiro a notte fonda
rappreso di silenzio.

Chiara De Luca

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 



da Alessandro Assiri e Chiara De Luca, sui passi per non rimanere, Fara 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ù

 

da confinando l'inverno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Radio Sherwood

 

 

 

 

 

Un po' blu Festival

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

Terzolas, 26-27 luglio.
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Castel Sismondo - 19 luglio
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Quando non si può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme.

Henri Laborit, Elogio della fuga


 

 

 

 

 

 

 




Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, desiderosi d'ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno oh!

Jack Kerouac

 

L'Inferno è già qui. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare di saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio

Italo Calvino

 

 

 

 

 

da confinando l'inverno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 



da confinando l'inverno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mese d'aria densa quanto la stoffa
d'un vestito di pelle fuori stagione
al trasudare del sole. Dove i pensieri
si dilatano in fumo a stento spirato
dall'asfalto che dissipa il suo movimento.

Sulla riva la bimba si accuccia
si abbraccia le gambe ed osserva
la striscia che segna e svanisce
tra le onde al termine della tempesta.


Acqua si spinge.
Acqua si spinge ostinata.
Acqua si spinge ostinata e accarezza
i piccoli piedi che si sono fermati.
Non attende esausta calma di vento
né chinarsi d'onde sotto la linea
dell'orizzonte, ma il calare del sole
a confondere lieve il confine
tra il sudore della terra e il fiato del cielo.

Mese privato
di fame, sete, rumore,
si nutre al battito e prende
l'ascetica calma del cielo.
Mese di eterne presenze
scivolate sui vetri offuscati
al partire del treno della memoria.

La bimba attende che il padre
la sollevi tra le braccia da terra
liberando dal corpo le impronte.
Pone la pianta del piede sul palmo
delle grandi mani congiunte,
stringe le dita naufraghe al vento,
prende la spinta e si leva
in un tuffo nell'acqua all'indietro.

Mese in cui il tempo sta pieno davanti,
non è il ritmo del lavoro a segnare
ma il lavoro del ritmo. Tempo
dove non è più concesso lasciare
cadere neppure una goccia
di vita in buio di terra spaccata,
che tutto ha già partorito
un mondo d'ardente chiarezza.

La bimba si stende supina
sulla spiaggia, si asciuga
un libro ha riaperto
le pagine umide al vento.

Parole che avresti voluto scambiare
le doni ai pochi passanti
senza ritorno, alla vecchia
che non vede più bene, si aggira
nel sole e ti prende per mano,
ai negozianti rimasti a presidio
di strade invase da luce deserta,
al vicino di treno, e in silenzio
al silenzio della sera sui colli,
dove agosto è il mese più giusto
per un tuffo nell'acqua in avanti.

Dal poemetto La notte salva,

in Lo spirito della poesia, Fara 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A sbranarci il cuore sono state
le bocche voraci della fame,
le hai viste inesauste masticare
sazie schiudersi al silenzio.
Adesso è pienamente che ti parlo,
scivolo le mani istupidite
nella gola aperta del dolore
e stretto tra le dita non è bianco
il pane spezzato del ricordo.

 

ad Antonella Anedda

Anche qui sono venuti giorni
di luce opaca
e senza scampo,
era un qualche agosto ed è di nuovo…
Ancora avvolgo lentamente
bende su ferite semiaperte
che non danno più nemmeno sangue.
E non esiste cura per la malattia
della memoria.

Do vezzeggiativi nuovi al male
- non voglio più chiamarlo col suo nome -
che ha smesso la corazza e indossato
un saio di tristezza pellegrina.
Se anch'io mi svestirò delle parole
che a lungo brandimmo
invece di parlare,
mi armerà il ricordo dell'amore.


Chiara De Luca

A rimpiazzare pagine di vita
occhi scrivendo che l'avevano pianta,
qualcuno alle spalle ha messo il punto
fermo al nostro attenderci mostruoso
il doppio a capo, lasciando dimezzati
corpi nei margini rientrati.
Secoli alla sbarra ci scagioneranno
mostrando che l'amore lo uccidemmo
per legittima difesa, di parole.

 

In un taglio breve di finestra il vento
rimargina le tende si divaricano
i rami sul sangue secco dei mattoni.
Scagliasti l'ascia contro spine inesistenti
sopra un corpo scortecciato dall'ascesi di millenni,
dentro come linfa l'essere scorrendo
dal freddo apprese a sciogliere i capelli
in foglie orfane alitate sulle spalle,
anima annidata in punta ai polpastrelli
non a un qualche Dio, non più d'amore,
ma per esorcizzare lo sfiorire carezzando
il gelo dell'esecutore quando il boia
è l'agnello che cantando forte muore.


Chiara De Luca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Tieni il sogno e cancella i contorni
dell'incertezza
perché l'essere abusa dell'invisibile
e trova carne in una solitudine amara.
C'è qualcosa di tragico
nel cercare la vita in altri cuori, un battesimo
vicino ad un rito di morte. E se giungiamo alla fiducia
o alla virtù, se riusciamo a vedere il segreto
di un'altra persona, partecipi di un mondo
rarefatto, non eterno, soffriamo.
Di questa luce.
Di questa ricerca.
Non volgiamo lo sguardo
alla separazione.
Per il suo slancio mortifero
verso l'istante.

Gianluca Chierici

da i grani del buio

 

 

 

 

 

 

 

Il tempo ha evacuato la terra dei fantasmi
snudato le lunghe lance della luce
che sfiora il tocco lieve dell'aria,
mentre si allungano ad accarezzare
insinuando la punta sul tavolino
per raddoppiarmi d'ombra le mani,
cammino dove più non potevo,
è solo chi il buio l'ha sceso
a vedere dove viene l'amore
come un fuoco dentro distante
in sentieri che non hanno riparo.

Chiara De Luca



sono sui passi per non rimanere
come ieri, o era un altro magari
un viaggio che si adatta
al non essere più vero
di questo silenzio sceso
su chi non ti usa
su chi non ti chiama casa
per restare a bocca chiusa

Alessandro Assiri


Nel tempo s'impara a migrare internamente,
per cambiare casa non occorre traslocare:
sbiadiscono le voci come stanche foto
non danno nostalgia paesaggi già sommersi,
s'incartano i ricordi belli per riporli
come ciò che del vissuto è stato risparmiato.
È una musica l'assenza che sfuma intensamente,
siamo note nel vuoto a cercare uno spartito
e non resta bianco all'infinito il pentagramma.

Chiara De Luca



vedi torniamo a esser deboli
in ogni giorno che al futuro assomiglia
in un posto speciale dove
tragicamente
disperarsi a pochi passi da casa
dove il tempo non è pieno
ma solo arrotondato per tornare



Alessandro Assiri


Sentire il moto inverso della vita
comporsi sotto il passo di tallone
è stato un giorno come rivenire,
non nelle pupille ma nel bianco
dell'occhio imprime la fascinazione,
animare dita timide di ombre
segnare volti in pace all'ubriaco
che sugge luce nel deserto dell'attesa
dove dimora è chimera in lontananza,
oasi coincisa col principio del ritorno
senz'aver coperto la distanza.

Chiara De Luca



Dove eravamo dimmi
e dov'era il tentativo
in fondo a quello che non abbiamo saputo
interrogare
sonnecchiando nelle parole non dette
aspettando bottiglie dal mare

Alessandro Assiri