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c'è una stella
nel taglio
orizzontale che unisce
l'ombra alla sua ombra
e la porta è un uovo
di luna, luce bianca
che canta
il libro delle ali
Gianluca Chierici
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Nossignori.
Per me, io sono colei che mi si crede!
L.
Pirandello



La mia poesia

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Il
mondo è nato: e tu, vento, mantienilo
S. Weil



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Festival di San Benedetto del Tronto
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Festival Suoni, Bologna 2010
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Il mio nuovo pargoletto...
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Come potrà mai amare lumano
della luce impazzita delle sere
esplosa, generosa, bimba deterno,
nuda, feroce, dimentica dinverno,
illudere di senso, stremare dardore,
colmando di pienezza la visione
sconfitta dal languore della bellezza
Come sfiorare le dita in trasparenze
abbracciare in un vento di cadenze
familiari alla sorgente del battito
Come indossare gli infiniti toni
supremi dellacqua nellabbraccio,
la dolcezza delle foglie scalze
abbandonate al respiro nel balzo
incontro al controtempo del tramonto,
perdutamente ignaro dogni disincanto
fiero e sprezzante del buio imminente
da Il sentore della gioia
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ù







La nebbia che col buio cade
lieve a rafforzare il gelo
dice di quanto sia incolore
l’ultima stazione e disattesa
la proiezione del dolore
dalla prospettiva del reale
quando avviene, bianco smalto
sulla tavolozza del silenzio
se intingi il pennello nell’acqua
scura del cielo in ginocchio
sul gradino in fondo alla scala
senza più carne per cercare
se Dio qui potesse sentire
gli chiederei soltanto di noi |
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scopri un giorno come gli altri
che il segreto era l'assenza
di segreto e d'aver amato il vuoto
Bologna, 23/10/2009 |
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a due anni da te
come brucia l'asfalto e non
scioglie ma sfuma le striscie
del sottopasso verso i binari,
resta pure a pensare se credi
che il cuore melassa poetessa
abbia stuprato nuovi pudori,
solo ha invischiato altri insetti
tanto poveri d'ali e passioni
miseri tuoi replicanti lontani
a sbiancare la salma sul muro
che più della morte da sempre
agonizzante ho temuto la vita.
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Tieni il sogno e cancella i
contorni
dell'incertezza
perché l'essere abusa dell'invisibile
e trova carne in una solitudine amara.
C'è qualcosa di tragico
nel cercare la vita in altri cuori, un battesimo
vicino ad un rito di morte. E se giungiamo alla fiducia
o alla virtù, se riusciamo a vedere il segreto
di un'altra persona, partecipi di un mondo
rarefatto, non eterno, soffriamo.
Di questa luce.
Di questa ricerca.
Non volgiamo lo sguardo
alla separazione.
Per il suo slancio mortifero
verso l'istante.
Gianluca Chierici
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Il non capire non è una prerogativa degli
scemi, non è il privilegio dell’idiota, è
l’abbandono, essere nell’abbandono che significa
smarrirsi, non essere più in casa, maledette le case, le
famiglie, le mogli, i padri, i figli, lo Stato, l’anima.
Facciamola finita con questa fine. Siamo sempre nel senso di colpa.
Siamo sempre nella parola. Questa non è prosa. Non è
neppure, grazie a Dio, quella merda detta poesia. Bisogna fare
di sé stessi dei capolavori. Io ho trovato in me da molti
millenni il deserto e quindi sono un deserto che parla ad un altro
deserto e non più al deserto dell’altro.
Carmelo
Bene
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Il barlume di luce che è in ognuno di noi e che risale
a molto prima della nostra nascita, a molto prima di tutte le
nascite, quello si deve salvaguardare se vogliamo riprendere contatto
con quella luminosità remota dalla quale non sapremo mai
perché fummo separati.
E. M. Cioran
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"Dove? Come? Non è follia vivere ancora? - Ahimè,
amici, è la sera che domanda così, attraverso me.
Perdonatemi la mia tristezza. Si è fatta sera: perdonatemi
che si sia fatta sera."
F. W. Nietzsche
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Credo
nel sacro d'ogni incontro
nell'irripetibile stagione di un momento
di Eterno presente che redime il tempo
e si possa entrare infine un cuore aperto
custodire il grido teso di ogni sguardo
tenere parole come canto che nel vento
soffia intensamente ponti tra le storie
sul mare di un silenzio enorme che non cede
quando più non frangono le onde dell'attesa
nel piegarsi a un fondo invano di memorie.
da La
corolla del ricordo, Kolibris, Bologna 2009
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Sono questa casa diroccata
di finestre cieche e fumo
contro il cielo, spaccata
dall'aver troppo difeso.
Non chiamare torna solo
se per ricostruire.
Tutto trema vedi nell'entrare
scoppia le crepe del silenzio,
scardina le porte verso il buio.
Non si ridispongono le pietre
perché non ha più eredi il sogno
non ha dimenticato nulla da rubare.
Solo le pareti fuori sanno stare
bianche incontro al vento.
da La
corolla del ricordo, Kolibris, Bologna 2009
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Sette colpi di pistola
contro
una boutique del centro
di Bologna sette gli anni
dal nostro primo incontro
e che non ricrescono le ali
sette i peccati capitali
da La
corolla del ricordo, Kolibris, Bologna 2009
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Abbiamo aperto i boccaporti del buio
a farci caldo solo di pensiero,
entra freddo nelle parole
nudate del senso fino al silenzio.
La mano me la strappi di mano
mi chiudi in un angolo e torni
a forzare il fiume dentro un bicchiere.
Faccio pressione sulle pareti
di vetro scompongo frantumi:
acqua si divincola, e cocci.
da i
grani del buio
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da i
grani del buio

da i
grani del buio
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Quando non si può lottare contro il vento e il mare per seguire
la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di
cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare
alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa
e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è
lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio.
E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano
all'orizzonte delle acque tornate calme.
Henri Laborit, Elogio della fuga
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Per
me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di
vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, desiderosi d'ogni
cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo
comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali
che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra
dello scoppio centrale e tutti fanno oh!
Jack Kerouac
L'Inferno è già qui. Due
modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti:
accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo
più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e
apprendimento continui: cercare di saper riconoscere chi e che cosa,
in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli
spazio
Italo Calvino
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continua
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