NONOSTANTE
Coprimi le vocali consonanti
ho giusto il fiato dei primi balbettii
di gola e labbra
(la lingua oggi è inerte
come un manifesto sorridente:
neanche più le curve ci sorprendono
in questi rettilinei da play-station).
Lo so che è tardi
eppure se tu vuoi
c'è ancora tempo
per accoglierci
ci basteranno gli occhi
che vadano oltre il volto a perlustrare
il posto dei rifiuti
e ad accettarlo.
SOTTO LA CORTECCIA DI CARONTE
Affoghi l'indagine nel luogo che costeggia
il regno senza limiti di Mut -
forse perché il riposo
si è insinuato nel tuo cuore
- ma a chi darai il legno
per navigare incontro ai naufraghi? -
Le fibre non è bene che si sfascino,
possono galleggiare!
Hai terra sotto i piedi per i gradi
di ogni maroso e i pezzi
strappati alla scorza
rendono più luminoso il sangue.
LA SEMINA
Pre-scrivi nelle dita
che avvolgono le uova del sapere
oltre i baluardi su cui garriscono
drappi senza candore,
oltre le braccia conserte
e le orecchie insondabili-pozzi
a cui sfuggi rifugiando la paura
nelle fusa di un sapere di palazzo -
pre-scrivi (dicevamo) per comporre
un'esistenza a mano aperta
una misericordia vera
che sa incontrare tutti
nel gioco mite e senza legge.
Comprimi con dolcezza il collo
il solco non sarà troppo profondo
solo una lunga tomba
per dare vita al grano
e frutto all'abbandono della maschera.
SARAJ 2004
Le ruote piccole
la sella bassa
il passo ripido e la discesa acuta
una folata
l'uso dei freni:
siamo così diversi nelle età
così lontani
nel vissuto (pur sempre lacunoso):
cosa ci unisce in questo gruppo blu-celeste?
I volti si sono già sbiaditi: resta
magari un fatto, il lampo di un'occhiata,
il timbro di una voce, una risata, il carattere
di un'andatura a rendere non nullo
l'insieme di una route.
Anche una coppia si dimentica
e vive di routine,
ma ha il privilegio di continuare ad esserci
di riscoprirsi: noi siamo andati
per le nostre strade.
A me il ricordo sfuma forse meno
che in chi mi ha seguito di decenni
(benché non possa averne la certezza:
potrei incontrare un giovane fratello
o una sorella vivida nel ricordare assai
meglio di me quell'esperienza).
NON C'È PIÙ MOTO ONDOSO
Questo è questo
te lo scrivo ripetuto, un gancio
a cui appendere il nostro andare futili
e assoluti;
in questo transito
non abbiamo alternativa:
dobbiamo accettarci e scegliere
(è questo che fa male al nostro corso
come una diga insormontabile
che stermina ogni rivolo dei nostri desideri)
- è questo, lo ripeto, il nostro status
lì presso a te o là vicino a lui
vicino a lei
c'è sempre una determinazione
al nostro isolotto inserito
nel noi di un arcipelago estesissimo
ma senza punti fermi
eppure l'Oceano è stabile
ed il suo immenso moto
non ha bisogno di maree.
LO SPIRITO DEL CORPO
Ritorna allora in te non al tuo
scarico intestino, ritorna
a proseguire verso il fulcro
che libera la prassi dall'inganno
- io non lo so spiegare ma so che è vero:
se accetti con letizia la tua soma
non ti sarà carne di peso
dipende dal tuo grado di fusione
lo scalo infinitesimo del passo
che non ci mostra il quanto
bensì la qualità di non averne.
|