DREAM TEAM






Non so se stamattina mia moglie mi abbia messo qualcosa nel caffe',

ma all'altezza del bivio per Campagnano penso a molti dei miei scrittori preferiti

e penso di raggrupparli in una specie di formazione.

Anzi, in una formazione vera e propria. Lo schema e' un classico 4-4-2.

In porta ci metto Flaubert, mi serve affidabilita', esperienza ed anche classe, perche' no.

I difensori devono essere difensori per modo di dire.

Devono sapersi proporre, impostare il gioco e trattare bene la palla.

Possedere inoltre la freddezza di attuare il fuorigioco al momento giusto.

Terzino destro Celine. Lo so, e' una testa calda,

potrebbe creare problemi nello spogliatoio, ma un po' di cattiveria non guasta.

Qualche volta si fara' buttar fuori, ma quando scende sul fondo

Non lo ferma piu' nessuno, non ha rivali.

A sinistra Leopardi. Si', fisicamente non e' un fenomeno

( ma anche Roberto Carlos non lo e' eppure rimane il miglior fluidificante del mondo )

in compenso ha piedi buoni, fosforo e crossa che e' una meraviglia.

Coppia centrale Pascal-Cechov. E chi passa con questi due ?

Centrocampo: nella zona centrale, li' dove si decide la partita,

ci metto Dante e Shakespeare. Quantita' e qualita' insieme, ai massimi livelli.

Gli esterni sono delle ali a tutti gli effetti, ma con licenza di accentrarsi.

A destra Kafka e a sinistra Dostojesky, anche se il russo porta un po' troppo palla.

Come numero 10 opto per Cervantes.

Gli rinfacciano di essere troppo lento ma ha fantasia da vendere.

Di punta Montale. Centravanti metodista, elegante e pratico ad un tempo.

Concretizza, esalta, tutto quello che gli viene offerto.

I rincalzi: rincalzi per modo di dire. Oggi, si sa, servono 22 titolari.

Se mi si fa male Shakespeare o Dante, ci metto Camus.

Lo so che non e' lo stesso, ma si tratta comunque di un giocatore completo.

Se devo buttar nella mischia un centrocampista offensivo,

ci butto Borges o Villiers de l'Isle-Adam, mica gli ultimi due arrivati,

se Cervantes non e' in giornata, faccio entrare il piu' in forma tra Verne e Stevenson.

In difesa Gogol e Poe possono ricoprire tutti i ruoli.

All'attacco posso giocarmi in qualsiasi momento la carta Nietzsche.

Si', il ragazzo non tiene i novanta minuti

Ma gli basta un niente per scardinare le difese avversarie.

Infine Pessoa, il jolly per eccellenza. Personalmente non lo considero inferiore a nessuno,

solo che uno cosi' dove ti serve tu lo metti.

E' un trasformista, ti copre tutti i buchi, puo' giocare ovunque, pure in porta.

Alla fine, lo so, sara' quello che fara' piu' partite di tutti.

Allenatore Orazio. No, non e' uno di quegli allenatori moderni,

integralisti e maniacali, fissati con il pressing e le sovrapposizioni.

E' un tipo vecchio stampo, che sa dare tranquillita' alla squadra, trattare con i campioni.

Solo con Gonciarov e Bukowsky ha avuto qualche problema.

Li ha messi tutti e due fuori rosa:

il primo perche' e' uno sfaticato, il secondo perche' fa una vita sregolata.

Carpe diem certo, un buon bicchiere di vino non si rifiuta mai,

ma quando e' troppo e ' troppo. E per far perdere la pazienza a Orazio ce ne vuole.

In finale ne viene una squadra leggermente sbilanciata,

ma credo che a preoccuparsi maggiormente debbano essere i tifosi avversari.

O no ?


N.B: Ho lasciato fuori i filosofi,

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nel gioco moderno non hai piu' il tempo di metterti a ragionare.