Volti, Città, Corpi

10 poesie

 

 

Volti

 

" dal buio "


dal buio, lo sai, rinasce
anche la carne più stanca
in forma di nuovo volto
coi colori dell'erba e del sangue
sulla fronte, sulle guance
con labbra gonfie come lumache
ben nutrite di vino di latte
a ricordarci quei giorni nudi
quando la luce era solo luce
per i nostri occhi imbevuti d'amore


 

" bocche "


nella tua bocca
vive segreta la mia parola,
la domanda che importa - vela bianca sulla lingua -
brucia lo stesso mare
che ci succhia il fiato,
una stella ci scruta curiosa
dai suoi occhi di sola luce
……………………………
nella mia bocca
scorre un fiume d'acqua buona,
alfa e omega
il mare bianco del tuo nome


 

" in ascolto "


tiene gli occhi chiusi
nel suo profilo d'orgoglio
come un indiano che prega la sua terra.
mastica, la memoria, il profondo
cuore dell'ascolto
per ogni cosa viva nel mondo -
il tuorlo della luce, il latte del seme
che cola nella vita
e il vento si mescola all'osso
dell'uomo che non ha segreti
nel fiato di una visione.

 

 

" il bacio"


la tua bocca è una promessa,
nuvola rossa, tempesta.
so la pioggia che nascondi,
il vento che rompe il sangue,
le parole, lo sai, hanno il volo
di certe rondini sull'acqua
o nascondono artigli che strappano l'anima.
le labbra lasciale ai silenzi di un bacio
quando il corpo si apre come un fuoco
senza saperlo…

 

 

 

 

Città

 

" per la via "


questa via sembra un fiume
dove scorre, acqua fitta, la vita…
ma i pesci sono meno soli,
nuotano a branchi per difesa
o per un amore che s'indovina
in quella danza di luce,
e non hanno, i pesci, certi sguardi
oscuri che paiono condanne,
lame silenziose nelle pupille
che fendono il vuoto, l'osso molle
dell'afa che stanca il respiro.


 

" nel ventre "


c'è chi passa senza volto
nel ventre di questa città
dimenticata dalle stelle,
non vedo né occhi né bocche
ma filari d'acciughe, fantasmi
dai passi brevi come topi.
e qui, al buio delle scale mobili
che promettono abissi, oblique distanze,
noi scontiamo la nostra pena di dannati
confusi all'ombra debole dei corpi,
nell'odore stanco della nebbia
aggrappata come un'alga alle carni…


 

" girotondo"


ti ricordi quel gioco
che si faceva da bambini
quando i palazzi erano Giganti
troppo grandi per i nostri occhi…
e la filastrocca, il canto corsivo
recitato nel vento
tenendoci per mano, in cerchio,
per scacciare i BaBaau, il grande buio
che già annusava il nostro sangue.
e cosa resta di quel canto
ora che mi guardi in una camicia d'ombra
come un vampiro
che si nasconde dal sole.

 

 

" la distrazione"


c'è ancora qualcosa
che sorprende gli occhi dei passanti -
è l'abbraccio degli amanti
che risalgono controcorrente
certe vie affollate all'ora di punta.
è quella luce
che si dimentica chissà dove,
quel camminare distratto
come fili d'erba nel vento
dove anche la meta è incerta per vocazione,
dove l'unica cosa che conta
è il volo ampio dei corpi, il bacio
esatto sulla punta del cuore.


 

 

Corpi


 

"l'attesa"


sono qui, mi vedi ?
attendo un tuo cenno
che salvi la terra del mio corpo
da questa radice d'aria
che mi tiene ferma come pietra.
nel sonno io sogno il gesto,
il fuoco che mi slaccia da tutto,
non fare che il mio dono
sia vuoto come la gola di Cassandra -
vieni da me, nel cuore del cielo,
e toccami come si tocca una luce rara
che sbenda il segreto della vita.


 

"identità"


te ne stai come un feto
sul cuore di una stella,
sei vera o d'aria, idea ?
attendi, lo so, il vento nudo
che svegli col suo bacio
la tua carne di grande luce
persa come sei al centro di ogni cosa,
persa come una rosa
fra fiotti d'erba nera…
e dove quelle voci
che dicevi gemelle,
le terre promesse dei canti ?
ora che sei vera, stretta come
la curva che ti somiglia, sai di te
l'esser strega che cuoce sangue
in un ribollir di fuochi, o fata
dagli occhi azzurri che stanca la gramigna ?