L'inizio

 

Il silenzio risalirà le voci
come un oceano di buio
acqua che scava le mani
questa luce che si lacera
tra la pietra e il cielo
la notte mi riporta
sulle tracce di nessun luogo
dove braccia si gettano
nella miriade dell'inizio.

 

 

 

 

 

Cenere e stelle

 

C'è un silenzio che oscilla nella carne
polvere che lacera il respiro
il tempo ci inghiotte
alla velocità di un urlo.
Verso questo cielo
di cenere e stelle
si tendono le mani
in cerca di cibo
come alberi contro la notte
ora che nel sangue l'attesa
è luce che si fa ruggine.

 

 

 

 

 

Distanti una promessa

Distanti una promessa
verso la stella che non ha brillato
c'incamminiamo
passanti nella nebbia
quale forza tende i passi
quale speranza ci divora
luce senza respiro
davanti a una soglia
attendono gli esiliati.

 

 

 

 

 

Nudità

Come figli
aggrappati a una soglia
cerchiamo la mano di un padre
ora che questa nudità
si fa profonda
tra le radici dello specchio.

 

 

 

 

 

Nuovo viaggio


Chi esce da quelle macerie di sonno
chiamandomi figlio?
Sei tu questo vento che pende sui vetri
e accende nel sangue
il tremito di un nuovo viaggio.
Verso l'ombra di una curva
ora accelerano i passi
mentre il tempo avanza come un cerchio.

 

 

 

 

 

Sei tu


Sei tu questa luce smangiata
che ancora mi stringe al vento
ora che il gelo
ha il profilo di un volto
e nel buio
la parola è grido
che incendia le mani.

 

 

 

 

 

Istante


Premono alle spalle
e una distanza ci consuma
tra il gelo e l'attimo
siamo luce
che un vento cancella
dentro calendari di sale
cielo che sfiora la tempesta
questo istante inabitabile.

 

 

 

 

 

Uscio


La parola che mi strappa
al sonno delle tue mani
questa luce che penetra
come un corpo la mia nudità
quando il silenzio è un rogo
che brucia senza radici
dietro l'ombra spezzata
di un uscio
mi vedrai al riparo.

 

 

 

 

 

da Alfabeto di cenere, Lietocolle, Falloppio 2005