Luoghi


Perché nulla è difeso e nostro
è lo sgretolarsi dei passi, ascolta
l'urto della polvere sulle mani, gli alberi
feriti dal vento
questo vento che rompe la luce
e ci straccia come una forza segreta,
vita mia, non mia
- siamo nel fuoco di un'attesa
rami nudi contro il buio -
torneranno questi luoghi a farsi parola?
chi incendierà il gelo delle nostre voci?
chi?
----domando
davanti al bianco di questi vetri
ora che l'alba accelera
come una crepa le distanze
e tutto tutto si disperde
in una solitudine di nomi
dove l'allargarsi della luce si fa profondo
e immobile
è l'acqua del tempo.

 

 

 

 

 

Radice

Chi sei colpa senza nome
che ancora scavi come un cerchio?
fiamma chiara dell'invisibile che
vegli vorace sulla demenza del mio sonno?

Ora la notte è un silenzio spogliato
un controluce di passi che risale la mente
e nel buio dello specchio si rompe il seme

il sangue torna alla sorgente
luce impaziente tra le dita
la fronte pronta per il battesimo
quest'aria improvvisa che muove le porte.

Attendo il nascere nel sangue
l'acqua pura delle stelle
e un vento che batte alle tempie,

perché tutto tutto torna alla radice.

 

 

 

 

 

Occidente

Questa luce che ancora ci spinge
a galla come granelli di polvere
questo tempo di fango e fuoco
di pace e macello
dove le ore hanno la forma della sete,
verso quale vita ci dilegua,
verso quale occidente? Noi siamo,
siamo nel cuore di uno strappo
che non tiene
e di chi, di quali morti
questa pioggia risale
come una voce dai vetri?
Con la resistenza muta di chi torna
rami spenzoli sull'acqua
scavano queste mani

nel bianco di una promessa.

 

 

 

 

 

 

Stella buia

Luce che sanguini
sulla miseria di queste mani
sulla sete delle nostre fronti
dimmi chi custodisce i nomi
che pronunciarono invano
chi questi anni
dispersi come cerchi nell'acqua,
sei tu la stella buia
che ha il conto dei giorni
sorveglia questi passi
che furono febbre e preghiera
vertigine e silenzio
attesa
che ora scava le vene.

 

 

 

 

 

 

Battesimo


Da una luce contraria
ora mi giunge la tua voce incenerita
risalgo la distanza
di questo sonno gettato addosso
silenzi si allungano
come corpi fino a un buio e
l'attesa è tutta la forza che ho
mentre questi passi
di figlio si consumano
al di qua di un battesimo
nell'orbita fonda del tempo
di questo tempo, padre
che chiamano inizio.

 

 

 

 

 

 

Lo sconosciuto


Il tempo lava di sé ogni cosa
foglie sbriciolate tra le pietre
dentro un buio che trasuda sete
precipitiamo
dove il mattino ci coglie
all'improvviso
e la solitudine di una mano
chiede pietà allo sconosciuto
che si fa incontro,
quale muto in noi prenderà la parola?
Sopra quale ramo spoglio torneremo? Noi
che la preghiera ha dissanguato
non abbiamo pace,
è nostra la nudità di chi spera.