LA CAMERA OSCURA





La cassia-bis attraversa una campagna imbastardita si', comunque una campagna.

I Macchiaioli ci avrebbero fatto un pensierino,

se pur spiazzati dal proliferare di costruzioni californicheggianti.

Ma e' quando entro in citta' che mi rendo improvvisamente conto

di come anche la vita abbia i suoi quadri appesi, le sue gallerie private,

i suoi Veermer ed i suoi Hopper dipinti nei riverberi della primavera,

nelle albe incenerite dei braccianti e degli operai,

nel fondo d'orzata che stagna nel fondo di tutti i bicchieri.

Di come anche la vita abbia i suoi giardini all'italiana,

disseminati tra il cemento armato, la lebbra ed il savoir-faire.

La vita ha tutto. Le manca solamente una cosa: la camera oscura,

quel piccolo ma fondamentale aggeggio che sviluppi i negativi delle nostre premonizioni.

Mi chiedo allora se prendere spunto dal signore con la barba,

il quale ogni giorno se la spassa con sciarade, rebus e cruciverba senza schema.

Ci vuole comunque una bella forza, un bel coraggio, per ammazzare il tempo

Perche' e' il tempo che dal giorno in cui si e' presentato

Ci ferisce a morte e dopodiche' ci mette in fila nelle sue terrazze panoramiche,

come panni stesi che non si asciugano mai.

Converra' magari abituarsi al continuo sbattere di porte, senza che tiri alcun vento,

imparare a scordare, scordare a memoria,

perche' il presente detiene piu' nostalgie di quelle che mostra,

perche' io e questa lunga scia di teste marcianti che scende dalla metro

siamo solo un insieme di parti che non fanno un tutto, ma un'altra ennesima parte.







 







LA STORIA NON SIAMO NOI






Le piramidi, le guerre puniche e San Pietro che prende queste benedette chiavi,

di poi un andirivieni di gente che sale e scende per l'Italia,

guerre dai trenta ai cent'anni, rivoluzioni per tutte le stagioni,

soldati che cadono, teste che cadono, muri che cadono, alberi che cadono,

un altro vertice sulla globalizzazione e neanche Mac Donald sta più in piedi qua.

La storia è senz'altro più complessa sui libri di storia che altrove.

Prendete questa citta' sorniona e flaccida

che dall'alto della sua nirvanica grazia fatta in casa

passa dai barbari ai francesi, dall'aristocrazia nera alle fibre ottiche,

che vede i Romani divertirsi con i cristiani, i cristiani con le streghe,

le streghe dover più o meno a malincuore saltare il turno

e passare il banco ai giapponesi e i piccioni.

Divertissement
, avevi ragione Tu amico più insonne dell'insonnia,

nient'altro che questa è la parola chiave,

la password che da migliaia di anni viene richiesta per accedere al sistema.

Avevi ragione Tu, la storia è un signor spettacolo,

ma pochi possono permetterselo e molti devono permetterlo.

La storia è senz'altro più complessa sui libri di storia che altrove,

perché altrove la storia non esiste.

L'orologio batterà pure all'infinito, ma fa sempre le solite ore.

E non mi ricorda di nessun appuntamento,

se non di quello con l'uccellino che esce un po' quando gli pare a lui

e soprattutto non fa cùcù, ma ripete sempre la stessa cosa:

non fare domani quello che puoi fare oggi,

non farlo proprio, non farlo mai.
















OCCIDENTE EXPRESS





Prendo il Viterbo-Roma Saxa Rubra, il Saxa Rubra-P.zzale Flaminio,

la metro a, il 490, il 628, il 69, ma in realta' salgo sempre

sullo stesso stesso pullman, lo stesso autobus, lo stesso treno.

Salgo dove salgono tutti, salgo sull' Occidente Express.

Si viaggia sempre piu' veloci sopra questo tipo di macchinario,

perche' la velocita' delle tenebre supera di gran lunga quella della luce.

Si guarda fuori dal finestrino ed il paesaggio cambia di volta in volta,

come la trama di una commedia che scorre liscia come l'olio

ma di cui il regista deve ancora spiegarci il finale.

Quando si scende ? Non ricordo neanche quando sono salito.

So solo che la Tabaccaia mi cambia 50 euro e mi guarda con odio.







 







VEDO E NON VEDO






Le strade portano dove non portano,

ne sono sempre piu' convinto, pur senza convinzione.

Leggo nei volti delle persone o in quello che sopravvive di esse

E non vedo i segni del tempo, vedo un fascio di evanescenze sciolto alla rinfusa

e lasciato stagionare lungo un parquet lucidato ma perennemente scricchiolante.

I piu' bravi come shangai riescono a raccogliere i pezzi senza far crollare tutto.

Vedo le carte che il destino mi ha assegnato, ma il destino non ha mai mischiato,

e sarei tentato di dire senza esitazione 100 e sto,

cosi' come diceva mia nonna Rosaria di fronte a qualsiasi carta

durante spassosi, enigmatici, corroboranti sette e mezzo di inizio anno.

No, io dico insonnia, denti rovinati, sempre piu' decisa indecisione e sto.

Si', comunque sto, perche' tutti stanno, anche quelli che rilanciano,

stanno peggio, stanno meglio, comunque stanno.

Vedo un gatto nero che mi attraversa la strada e proseguo dritto.

Secondo me sono gli uomini che portano sfortuna e non per forza neri.

Vedo il menu' della casa, anche se non vedo la casa, ed in basso a destra,

accanto all'elenco dei digestivi, ci sta scritto in piccolo Coltiva l'orto del tuo giardino.

Perfetto, ma scusate, quale orto ? quale giardino ?













DIETRO TUTTI GLI ALTRI





Stamattina esco dalle scale della metro ed incontro Dio.

Stava poggiato col gomito sul semaforo, mentre guardava scorrere le macchine.

Ma allora esisti - gli ho fatto con un certo stupore.

Lui annuisce con la testa, mostrando un mezzo sorriso imparato dai diavoli secondo me.

- Ma e' vero che tu non muori mai ? -

- E' vero - risponde lui - sono come un personaggio dei cartoni.

- Sei in gamba amico, continua cosi' -

Allora gli do una pacca sulla schiena, di quelle forti, e me ne vado.

Ma andando mi sono venute alla mente tutte quelle cose che avrei sempre voluto dirGli

E che invece chissa' perche' non gli ho detto.

Torno indietro e lo raggiungo col fiatone.

- Sai che c'e' Dio, voglio morire -

- Mettiti in fila bello - e ho cominciato a seguirlo, dietro tutti gli altri.














TU SEI ALTROVE





Ho disimparato pure a dormire, mi sveglio sempre presto, come i vecchi,

anche quando potrei permettermi il contrario.

Neanche sulla corriera riesco ad appoggiare la testa sul finestrino e fare come gli altri.

Sto disimparando pure a fingere. Prima avevo il mio sistema bello e pronto:

esco alle otto di mattina e torno alle otto di sera,

nel mezzo devi sottostare ad una manica di neocalvinisti incravattati,

beghe,controbeghe, piccoli e grandi accondiscendenze,

umiliazioni su misura come colletti di camicia,

ma ecco il sistema che accorre e ti salva, dicendoti

tranquillo, non preoccuparti, non sei li', tu sei altrove.

Considerando che alle 11.00 vai a letto per stare la maggior parte del tempo

A fissare il soffitto e tua moglie che dorme, (ma tu non sei li', tu sei altrove)

Rimangono tre ore in cui devi fare i piatti, preparare la pappa al bambino

E litigare con tua moglie che e' sveglia, ma tu non sei li', tu sei altrove.

C'e' il fine settimana poi, in cui il sabato devi fare quello che non sei riuscito a fare prima

E la domenica devi andare a pranzo dai genitori o conversare con gli amici

O scopare con tua moglie che meta' dorme e meta' e' sveglia,

ma tu non sei li', tu sei altrove. Ho capito, ma dove cavolo stai ?

Forse ti nascondi nelle curve di una S o nel guscio di una U o sotto al tetto di una T,

forse soggiorni tra le righe delle tue poesie che nessuno legge.

Il tutto mentre la tipa che siede una fila avanti me sghignazza con l'amica del cuore

E sentenzia che l'uomo ideale deve essere alto almeno 1.72.

Due centimetri, cazzo.















POLLICINO CONNECTION






Oggi il 490 e' affollato come un grande magazzino sotto Natale,

io me ne sto aggrappato ad una maniglia,

incastonato tra un militare logorroico ed una ragazzetta schifettosa.

La tipa in questione trova pure il modo di parlare al cellulare,

nel tentativo di tranquillizzare il ragazzo che oggi c'ha l'esame della patente.

Devi cercare di staccare la frizione lentamente
, gli ripete piu' volte

Ok, il ragazzo della schifettosa deve cercare di staccare la frizione piu' lentamente,

ma io la patente gia' l'ho presa, io cos'e' che devo cercare ?

Certamente ho cercato. Ho cercato lo stile e le assonanze,

ho trovato un cane abbandonato per le ferie

e la solita disincantata montagna di piatti da lavare.

Mi e' stato detto che per scrivere non basta vivere,

io ho scoperto invece che vivere non basta per scrivere.

E non basta nemmeno trovare la quadratura del cerchio o la benedizione di Venere,

perche' rima non fa rima con poesia e neanche con la vita.

Per scrivere non e' necessario vivere, e' necessario rivivere

Quel che e' stato sacrificato alla nostra attenta distrazione.

Come raccogliere i sassolini lasciati da Pollicino per la strada.

Solo che il tempo non e' buono come Pollicino e non lascia sassolini,

ma camaleontici quanto inequivocabili macigni di fronte ai quali

nulla possono le nostre dilettantistiche leve di Archimede.

A leggere il referto della scientifica, comunque, scrivere resta un'esperienza parallela

E le due vite, come le due rette, s'incontreranno all'infinito.

Peccato che non esista piu' l'infinito, che come tutte le cose sia finito.

Ultimamente l'escatologia si e' fatta una bella polizza vita

Ed il cor non si spaura piu' e naufragare non e' piu' dolce in nessun mare.

Signora e' inutile che mi guarda storto, la risposta e' no, non devo scendere alla prossima

E non mi provocate oggi, non e' giornata,

mi sento strano, stralunato, assente, come se vivessi in questo mondo.















CI SONO GIORNI DA VERO CRISTIANO





Stamattina ho trovato un giornale sulla metro e mi sono messo a leggerlo.

Le solite cose. Ma oggi e' uno di quei giorni in cui nulla mi tocca, nulla mi scalfisce.

Perche' ci sono giorni - pochi giorni - in cui mi sento un vero cristiano,

giorni in cui quelli che ti passano davanti in fila, quelli che ti tagliano la strada,

quelli che si arricchiscono sulla fame, sulla malattia e sulla morte degli altri,

mi lasciano indifferente come le riviste nella sala d'aspetto del dentista.

Perche' da vero cristiano so che il mondo e' loro e che deve essere loro.

D'altronde l'ha detto anche Lui, date a Cesare quel che e' di Cesare.

E sempre Lui non era un tipo che si perdeva in chiacchiere,

Lui che faceva miracoli e che poteva sbarazzarsi di tutti i cattivi

Come il protagonista belloccio di un film americano,

ci ha regalato un finale inatteso e impopolare,

facendosi arrestare, lapidare e crocifiggere come un comune criminale da quattro soldi.

Voleva forse dirci qualcosa ? Chissa', puo' darsi, e non e' detto che l'invito

Fosse quello di andare a messa la domenica e scambiarci un segno di pace.

Vedete, con buona probabilita' anche oggi il mio capo mi trattera' come uno schiavetto,

ma ci sono giorni in cui da vero cristiano vado serenamente incontro al mio destino.

Gli altri giorni ? Beh, io l'ammazzerei tutti.














AD UN CERTO PUNTO DELLA VITA






Cari colleghi che siete dentro questo autobus oggi vi racconto una storia che fa cosi' :

Ad un certo punto della vita la vita ti chiede: ma tu chi sei ?

Tu ci pensi un momento e poi prosegui per la tua strada.

Ad un certo punto della vita la vita ti chiede: ma tu che pensi di fare ?

Tu qualcosa fai e poi pensi solo a non pensare.

Ad un certo punto della vita la vita ti chiede: ma tu non eri quello che un tempo… ?

Tu fai finta di niente e poi presegui per nessuna strada.















I PROBLEMI INTERIORI






Esco da un cinema, esco da un film che trattava di problemi interiori.

Mi siedo su una panchina di un giardinetto cementato,

davanti ad un palazzone di chissà quale ente previdenziale, e mi metto a riflettere:

bel film, mi ha convinto davvero, soprattutto sul fatto che i problemi interiori non esistono.

Esistono sì, ma sono roba per pochi, roba esclusiva,

tutti gli altri hanno solamente i problemi, anzi un problema, il Problema.

Certo il protagonista alla fine si è sparato in bocca, ma era un film.

Credo però che anche nella vita si sarebbe sparato, ma non per i problemi interiori.













QUANDO SBAGLI VITA






Quando sbagli strada se ci sai fare puoi tornare indietro,

puoi fare qualche giro a vuoto finchè non ti rimetti sulla principale,

questa volta nel senso giusto si spera,

anche se sei lanciato sulla provinciale devi solo aspettare la prossima rampa,

se proprio sei sull'autostrada sprecherai tempo, soldi e benzina

ma ci sarà sempre un'uscita per te.

Quando sbagli vita invece puoi solo andare avanti, te la scordi la rampa per l'inversione,

sbagliare un'altra volta ancora e appellandoti a cavilli matematici

sperare che due vite sbagliate sommate assieme ne facciano una giusta.














L'EUROPA E' UNITA






Oggi al mio discount di sfiducia ho scoperto che esiste il sapone non sapone,

non ho ancora ben capito cosa sia, forse un po' come le persone non persone,

che sono sempre in ascesa, come quelli che lavorano per vivere e vivono per non vivere,

come quelli che sognano per sopravvivere e sopravvivono non grazie ai sogni,

come quelli che finiscono in cronaca nera, al limite in cronaca rosa,

poi basta perché i colori sono finiti.

I negozi espongono i manifesti dei saldi che vanno dal 20 Al 70 per cento,

i negozianti espongono i loro umori

che vanno dalla cortesia a manovella all' insondabilità androgina,

gli altri espongono un più o meno inconsapevole portamento,

vestiti studiati, vestiti casuali, vestiti comunque,

e comunque di nuovo ognuno, dico ognuno, ha un suo preciso ruolo,

come i pezzi di una catena di montaggio, banale vero ? ma soprattutto vero…

Allora, c'è chi produce e consuma, chi produce e basta e chi consuma e basta,

c'è chi sfrutta e chi viene sfruttato,

chi sfutta e viene sfruttato insieme è un pezzo raro ma si trova pure quello,

e infine non tutti vendono ma tutti comprano,

i ricchi comprano videofonini, i poveri mine anticarro,


quelli a metà comprano il sapone non sapone appunto.

Anche gli affitti però vanno piuttosto bene, si noleggiano appartamenti blindati,

macchine per matrimoni che solo Dio può scindere

ed anime in corpo che neanche Dio può ricomporre,

perché ogni sera donne, ragazze e ragazzine battono lungo le strade della civiltà,

mentre nel frattempo il sogno americano continua indisturbato,

tutto è made in china (anche il sogno americano) e soprattutto l'Europa è unita.














COME STAI ?





Ma esiste il paradiso ?
----------------Credo di si' signora, ma i vini dolci oggi
----------------non li vuole piu' nessuno











Non capisco perche' la gente va in ferie ad Agosto,

ad Agosto gli autobus sono vuoti, puoi anche allungare le gambe

e se hai un pacco, una busta, una bomba, puoi anche poggiarla sul sedile accanto.

Riesci perfino a captare le conversazioni dei tuoi colleghi di viaggio,

tipo questi due pensionati che si rincontrano casualmente dopo chissa' quanto tempo.

Uno, quello che sta messo meno peggio, domanda all'altro: come stai ?

Come stai ? Una domanda che non mi ricordo l'ultima volta che mi e' stata fatta.

Come stai ? Sceso dall'autobus e imboccato un viale Tiziano desertico e brullo, mi chiedo:

come risponderei se il giovanotto misteriosamente seduto sulla panchina mi chiedesse:

come stai ?

Non so - risponderei - se ho fame mangio, se ho sete bevo, se ho sonno dormo

su un letto con lenzuola cambiate ogni tre giorni e un comodino affianco,

se devo andare in un posto ci vado con le mie gambe e, che io sappia al momento,

non ospito nessuna malattia che mi divora qualche organo qua e la'.

Sto bene ? Calma, bene e' una parola grossa, e anche fuori moda,

bene stanno i funghi con le tagliatelle e i metereologi in tv.

Male pero', seppur di moda, potrebbe essere una parola ancor piu' grossa.

E' vero, gli esami non finiscono mai, riesci a sopravvivere

e neanche te la puoi godere un po' che subito devi vivere,

riesci a vivere e subito spunta qualche altra rogna,

ma io allora qui davanti a questo albero malconcio e benzenizzato

mi rivolgo a voi che non riuscite a riempirvi l'anima:

ok, non c'e' bisogno che continuate a giustificarvi, avete tutti i documenti a posto,

e poi vi capisco, sono anch'io uno di voi,

ma mi raccomando non spargiamo la voce, non lo facciamo sapere in giro,

soprattutto a quelli che non hanno di questi problemi - potremmo turbarli -

a quelli che devono riempirsi solo la pancia.

Come stai ? Bene, e tu ?
















NON SERVE






Capita a volte di passeggiare e di incrociare qualcosa che ti faccia pensare,

come ora che passeggio per questa strada che porta ai saldi di fine stagione

e mi trovo davanti una losca insegna di una ancor piu' losca agenzia investigativa.

Eh si', quando avevo sogni io sognavo di fare l'investigatore.

Cravatta allentata, ufficio decadente, donne fatali, uomini fatalisti,

tra le mani la fotografia di una bella ragazza scomparsa,

sembrava un semplice caso di corna e ed invece….

Ed invece la vita ha preso un'altra piega,

perche' anche la vita prende le pieghe, come i pantaloni si'…

Appostamenti, pedinamenti, piu' o meno le faccio anch'io queste cose,

invece di seguire una macchina seguo dalla mattina alla sera un uomo che si fa chiamare capo,

che poi e' una macchina pure lui - un diesel di ultima generazione -

fa avanti e indietro tutto il giorno per il corridoio e parla al telefonino col l'auricolare,

un po' come i matti che vagano per i corridoi dei manicomi e parlano da soli,

con la differenza pero' che lui c'ha l'auricolare e i corridoi dei manicomi non hanno la moquette.

L'investigatore si', ma temo avesse ragione mia nonna che mi voleva avvocato,

perche' nella vita non serve un senso, ma un movente.















DIMENTICAVO






Dimenticavo, esistono anche i giovani si',

vi vedo all'uscita dalla scuola che vi prendete a sputi a cartellate.

Lo so che diffidate delle domande, cosi' come delle risposte,

ma se non ve le fate voi le domande, chi se le deve fare ?

giovani d'oggi, giovani di ieri, giovani di domani, giovani siete, finche' potete..

Ma una domanda si' ce l'avete e so anche qual e', perche' anch'io me la facevo quand'ero giovane.

E allora in questa epoca variegata di consigli per gli acquisti,

un consiglio appassionato e non per l'acquisto ve lo do pure io:

non domandatevi se esiste un giorno oltre la notte,

domandatevi se esiste un giorno nella notte,

che non si vede appunto perche' e' notte, ma non cio' non toglie che sia giorno.














ESSERE SE STESSI





Sia chiaro, io non ho nulla in contrario con chi legge nella metro,

ma bisogna pure vedere cio’ che uno legge pero’..

Per esempio, lei signorina che sfoglia un libro dal titolo “Essere se stessi”

Potrebbe anche complicarmi la giornata piu’ di quanto gia’ lo sia di suo.

Per questa volta passi, ma la prossima volta che mi capita a tiro

Un libro che parla di come e’ bello essere se stessi, io lo prendo e lo brucio,

e se incontro qualcuno che mi invita a essere me stesso io gli tiro un cazzotto in faccia..

Essere se stessi.. ma che stronzata e’ questa ? .ma sapete di cosa state parlando almeno ?

Essere se stessi, ma che pensate che sia come lavarsi i denti

(che peraltro non e’ affatto facile se lo devi fare bene) o bere un caffe’ ?

Per esempio, ieri ho scorazzato qua e la’ per tutta la mattina,

ho prestato il fianco, tutti i fianchi, a ogni sfumatura di non sense, e senza garanzie bancarie,

ho eseguito, ho assecondato, ho taciuto e ancor peggio ho parlato,

ed il tutto per tornarmene a casa alla dieci di sera,

e, prima di andare a dormire per ricaricarmi come una pila di seconda mano,

bermi una birra, stendermi sul divano, fissare il lampadario dell’Ikea

e per una mezz’ora scarsa essere finalmente me stesso.

Sii te stesso, ma va’ a quel paese va’….
















EPILOGO






L'epilogo e' l'atto della commedia, tragedia o melodramma che sia,

che mi lascia sempre piu' perplesso, di cui se ne poteva e se potra' sempre fare a meno.

Ma ancora piu' perplessita' destano quelli che attendono l'epilogo,

quelli che credono, confidano nell'epilogo.

Prendete quest'autobus di ultima generazione, anch'esso sembrerebbe destinato all'epilogo,

ad un certo punto accosta, si spengono i motori e la tutta la gente scende.

Ma ad un altro certo punto la gente risale e l'autobus riparte,

e riparte anche se non sale nessuno.







da Occidente-express, raccolta inedita








© Andrea D'Urso