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Discoteca
A volte occorre prendere
la penna al balzo
e scrivere come uno scarico industriale
perchè il mondo è il torso nudo di un ragazzo
senza grazia sulla pista, brutale...
Il muro
Si arregnano le nuvole
sta notte.
Un uomo fa a cazzotti contro un muro.
Poi sale su una Panda e questa notte
c'è solo un po' di sangue sopra un muro.
Alba
Si srotola il mattino;
l'aria pesta;
la pelle decomposta mista ai peli
s'appiccica sul cazzo semieretto;
di un cesso lo sciacquone in lontananza.
La doccia
No, la vita non è
enorme, si incanala
come un torrente in rubinetti chiusi
e sgocciola, calcarea, di doccia in vano,
si raccoglie, tra gli abusi, sciolti
dei corpi i resti in acquitrini viola
che l'estate dai finestri asciuga.
Così resta, ad un sapone attiguo, un pelo
tuo ricciuto, nero; l'oggi
è quanto resta, scoria
che la fuga della storia elude: un perizoma
sgualcio ai piedi del cesso, un rubinetto
semiaperto, il pacchetto
dei preservativi che raccolgo e getto. Tu
t'accasci sulla tavolozza e pisci
parlando di Bologna e non capisci
che quello che davvero mi stupisce
dal tuo corpo defluisce in nuova fogna.
Il depuratore
Nel canale otturato
dalle scorie
s'incaglia l'esistenza che snatura:
assorbe tutto il vivere la storia.
Se passa ne distilla
un succo amaro
che naufraghe le foglie incatramate
deposita vigliacco sulle grate.
Tu questo come puoi
chiamarlo amore?
Mi resta indifendibile
il segreto
di te che all'ombra di un depuratore
mi chiedi allora bello come va?
La condanna
Amico mio la primavera
tutto cambia
radici sensi sradica deriva
la riva la trovammo rosicchiata
i nomi dei fiori perduti appena.
Non lo aprirò quel libro di botanica,
la vita è irrimediabile, del resto
Così a Nicola
lo metteranno dentro.
Spaccio di eroina, tentata strage.
Lui dice due anni al fresco cosa vuoi che siano
non è che ci sia granché da fare in città
Leggerò dei libri, mi porterai qualcosa?
Certo, ora però l'importante è che
(Piange la madre
sotto le lenzuola,
prega il rosario, anche se non crede.)
Mi ricordo di un
racconto che scrivesti
(o forse un sogno) di te bambino
che ridevi in cima a un albero
dovresti leggerlo, come per dire
signor giudice a parte i fatti c'è dell'altro
lo capisce che c'è dell'altro nella vita di un uomo?
"Non preoccuparti,
starò bene. Grazie"
Un giorno al fiume
mi dicesti sono povero
perché ho tutto mal trattato
e forse l'unico peccato è proprio questo
sciupare doni, le occasioni
(certo,
anch'io
in altro modo
).
Amico mio la primavera tutto cambia
radici sensi sradica rovina
la riva la trovammo rosicchiata
e i nomi dei fiori
Non siamo mica nati
per questo centro
di feste universitarie ed empori
Tornare nei boschi neppure ci serve,
il silenzio è altrettanto volgare.
Le icone del niente sopra gli scooter
se ne vanno invece verso il mare
dove ridere sfacciatamente sarà
il loro modo di sentirsi gente.
Poi lo saranno sempre, e senza grida
sfacciati padroni di immobili ed aziende
o di famiglie corrose dall'invidia
Torti nell'utile, come una garanzia
di riuscita, nell'indecente calcolo
della nostra ferita.
*
Tu, quando avrai
corroso ulteriormente
la resistenza dell'umano, preparati ad uscire:
il vero mondo è lì, lì fuori.
Sopra i piloni di
cemento
le scritte di un tempo
sono tutte andate via col sole.
Resta la macchia di quando cascando
pensasti: uccidetemi, al punto che sono
non sono più utile a nessuno.
L'inopportuno così tenero e sgradito
tuo modo di parlare,
chissà perché è rimasto quell'alone
proprio lì, dove tu eri.
"Non sai niente?
Siediti, devo parlarti
"
In questa conca orribile
di muri
solo le ombre rimangono violente
sugli stabilimenti e le ringhiere
o come epitaffi alla memoria le panchine
riportano in vita un vociare di morto
che si raggruma
E nel parco la giostra divelta adesso
è un fosso dove prima invece un perno
Tutto è negato
a chi si muove
innamorato delle cose: non pretendere
bisogna, dimenticare in fretta
guardarsi dalla fede, imparare
a far di conto
*
"Noi siamo noi
per loro
che sono così tanti
e tutti così loro
"
come una mosca sulla carta che l'appiccica
canticchia Augusto incrostato al bancone:
"condanna è questo stare
al margine, è il lager
della vita, che nessuna rivoluzione
"
"La vita inutile,
inutile
la vita che trascorre inutilmente
e starcelo a dire a cosa serve? A dire: prima o poi
Ma tanto prima o poi niente."
Solo una grande esplosione
(per dirla
alla Pasolini) salverà questa nazione,
o un'invasione di gentaglia, o una carestia
Ma non lo so, ma che ne so io
Fefo dice che bisogna essere estremamente sinceri
cioè ridere commuoversi gridare
antisociali e belli parlare
a voce alta, parlare sempre
L'estasi
L'amore rattrappito
in un mucchietto
di ossa, uno straccetto mal piegato
sopra il letto: la signora
desidera qualcosa?
Io non ho mai detto che scrivo per cambiare il mondo
ma per piangere nel fondo
di questa miseria me lo permetterete
brutti figli di puttana?
Nel TUZ TUZ della
disco
apparsa è la madonna
su una colata di ghisa.
Un uccellino mi ha
detto:
non ridere, stronzetto,
sei strafatto.
È l'amore
rattrappito in un mucchietto
di ossa, uno straccetto mal piegato
sopra il letto: la signora
desidera qualcosa?
*
Nel letto la visione
di una cosa,
la rosa spelacchiata del giubbetto
di lei che ancora dorme oppure è morta
Non andartene dai, proprio sul bello
della serata.
La carcassa dell'auto
ribaltata
sarà rimossa dal personale addetto
alla perizia
"Te lo dicevo
io che ti dimenticavi
pure questa volta le chiavi, che
suonavi ancora presto, ed è domenica
e lo sai che tuo padre si arrabbia
"
Ma quello che aspettavi
e non ritorna
alla porta è una divisa in penombra
e dietro c'è quest'alba orrenda, sporca,
senza alcun pudore, da obitorio e claxon.
E il nostro amore
che non è più
lo stesso amore di un tempo, è
qualcosa di diverso,
perché sei andato via proprio sul bello
della serata?
*
"E' così
che
che non lo so come si dice
però ti ho preso un fiore, ecco, prendilo
"
"Lo perderò dentro l'inferno della sala
"
"Ma almeno provaci un momento, a trattenerlo
"
"Guarda qui
che luce gialla che c'è sopra l'insegna
che ci piove sopra tutta questa pioggia
che viene giù dalla grondaia rotta
dei palazzi.
Guarda le rondini,
schiacciate pure loro
da questo cielo così inutile e italiano
che non sovrasta proprio niente, è sovrastato
come un coperchio rialzato dalla schiuma
dell'acqua sporca, che ribolle e preme.
Questo è l'amore
ai tempi della techno,
se non ci credi
vabbe' lo stesso
tanto qui la luce è muro vuoto, è nudo
parcheggio, sotto casa, che impedisce."
*
E sventolasti un
biglietto di non so che andata
contro di lei che rimaneva viva.
Poi certo, pure noi nella deriva
cadremo, questa gloria impasticcata
è solo una questione di ore.
Ma adesso tu sorridi
come allora
quando in due sul motorino la strada
era uno straccio indecifrabile e la vita
era bellissima: la bara
le ripercorre lenta e trionfale
come in una visione allucinata
Lo specchio
Questo viso appartenne
ad un poeta
che un giorno ti battezzò sua musa
e che ti amò riconoscendoti sorella
perdutamente e con tutto sé stesso.
Per l'ultima volta
mi illudo di esserci
quindi per favore non contraddirmi
e dimmi che domani ce ne andremo
oppure se non ci credi fai finta.
Su queste strade
passeranno ragazzi
che senza sapere dove sbattere la testa
andranno avanti ricavandosi un ruolo
se non rispettabile, rispettoso
*
Poi nello specchio
questo viso
che non conosco, all'improvviso
questo sorriso atroce.
Come chioma al vento
va davvero
il pensiero dell'uomo mosso
dall'utilità del cosmo?
E chi saprebbe accettare
una simile evenienza?
Non la bambina che corre dal padre
chiedendo riparo dalle piaghe del giorno
né tanto meno noi.
E attorno c'è
una stanza
e la ragazza sorridendo chiede aiuto.
Chi potrebbe accogliere
l'ipotesi
che nulla è adatto all'uomo se non il sogno?
Non queste strade, non queste parole
ma solo il bisogno di altre?
Sorella, senza troppe
domande
chiudi gli occhi e tira
questa bianca striscia
sul bordo del lavabo.
*
Diremo tante cose
salutandoci,
che non si può permettere alla vita
di avere l'ultima parola.
Arrivederci amica
mia, ciao.
I cadaveri buttati in fondo al mare
sono ghermiti d'alghe.
Tutte le ossa disperse
nella storia
adesso affiorano dietro agli scogli
illuminate da un oltraggio chiaro.
Lampi
Se pure ti avessi
incontrata, vita
sarei rimasto immobile, incapace
a piangere come di fronte a un morto.
Sotto un fiotto di
luce se ne stava
col suo camice bianco di angelo
o di dottoressa.
Balliamo dai 'sta sera
sono allegro come un bambino, ehi
mi riconosci?
Noi tutti sui divani
a far l'amore
con noi stessi, a premere le mani
sui sessi solitari
Salutiamoci così,
senza lacrime né baci.
Basti una stretta di mano a dirsi addio,
una pacca sulle spalle, da padre antico...
*
Con ali di cemento
armato tornerà
il domani a coglierci, di nuovo
impreparati a una seconda vita
*
Non rispose.
Morimmo sotto braccio, in overdose
nel gabinetto di una discoteca marina.
I nostri corpi tra
due fuochi, fuori
la tragedia mattutina, sopra di noi
il bianco neon della cabina...
Così ci salutammo,
nello specchio
per ridere di noi nella rovina
come pazzi abbarbicati al secchio
dell'immondizia.
(Il cliente selezionato
non è al momento
)
Si parlerà
domani di eroina
o di problematiche legate al vuoto
del mondo giovanile.
Eppure muto riuscii
a prenderti, selvaggia
maestà delle Puglie: ti chiamo
selvaggia maestà de li mari: li scogli
o l'oblio, il creato e nisciuna: che ridere
amore mio che ridere l'infinito che si scaglia
oltre il parcheggio abusivo
da Il non potere, Zona
2007


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