II
Alla conta venne la misura non prima
non in moltitudine ma uno ad uno
sparivano lasciando il quesito al posto, il vuoto
della certa destinazione. Con l'assenza a tavola
continuava mamma a preparare per quattro
anche dopo rimasta ultima anche ora
che le fosse disimparano il contenere.
III
C'è gente appesa perfino sui pali delle navi
lo sguardo che accusa e spunta o non crede:
dopo la voce italiana il motore spegne e qualunque suono
riassorbe fino al beccheggio, ai corpi fermi: procedure dice
le tue leggi uguali sempre. Sotto scorta fino al porto
e poi la fonda lo sbarco diritto fino al recinto a cumulare
le presenze come merce di stoccaggio. Non più di poco ripete
poi si rimpatria cosi come si arriva. Non si vede il numero
non si conta nemmeno quanta legione per nave al giorno
sperare la terra e nonostante le preghiere rimbalzare
IV
Come evasi senza ragion veduta, in fila
lungo la sorte sino alle montagne: sottrarsi
alla propria terra per la sola carne riassumeva il motivo
il convoglio, senza custode ognuno
che non l'occhio indietro a dilavare la strada fatta.
La sola parola ripetersi scandiva l'insieme unendo
dalla perdita presente alla trama a venire, noi siamo dove?
V
Se frazioni e dividi per due mi trovi
diceva e non sapeva contare: metà vive
riposto oltremare metà viene lasciato
a se stesso nel tuo mondo. Per resistere
entro ed esco e vado e torno diceva ma è difficile
avere una consistenza che superi l'invisibile
o avere coraggio in questo mondo coscritto senza disertare.
VI
Ho vent'anni di scintille mi diceva ma sono un corpo
che stazione senza scampo: chiedo poco giusto il giusto
per campare ma non basta. Altro non ricordo ripeteva
per avere le parole: dammi altro che il denaro dammi un senso
VII
La tua forma di democrazia come dimostra la sua tesi?
domandava guardandone le file: quanta notte
bivaccando in massa ai marciapiedi, in fila uno ad uno
stringendo le carte in tasca senza visto, timbri e umanità. Guarda
ognuna bocca chiudere in preghiera: guarda
chi professa il benvolere senza gesto alcuno
e indicava le transenne. Liste immani di carte e mani avanti,
le divise dai gradini controllare con lo sdegno. Cosi ripete
mi diceva di anno in anno il mio restare, l'esibita miseria
di quale lato non so dire
VIII
Il primo impegno al tempo nuovo mi indicava, il foglio
tra le mani su cui rideva in girotondi. La busta paga
da la prova che il pane che si mangia è guadagnato mi diceva
nessun sospetto ora, che si vive alle spalle di qualcuno
Dalla raccolta L'opposta
riva (LietoColle Libri, 2006)
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