LO SPRECO



Serpe lo sarò di più se mi fornirai

un veleno adeguato. Chissà di cosa

parleranno,

quando il Verbo abbandonerà la carne

e il Sostantivo presenterà il Cappotto

a zonzo dondolante per le strade

di quello che un insano eufemismo

induce a definire Mondo.

Il fondo, per toccarlo, occorrerebbe

uno sviluppato senso della Fine

mentre il cieco non vede però sente

meglio e tocca e tocca e tocca…


Scocca la voglia di dissentire seppure

il servizio è inappuntabile. Solo una lingua di fumo

invisibile sfugge al controllo di libertà

sottoassedio di cui m'inebrio. Una lingua

di fumo avvolta in uno strato di resistenza

alla pressione del determinismo sciatto

immersa in un effluvio di antimateria

che non distruggerà niente, no;


una insulsa lettura appena, l'antimateria.

E le interazioni deboli mi fanno un neutrino,

particella elementare subatomica priva di carica

elettrica, la massa nulla, a riposo.


La Forza dello sperma non farà altro

che acuire la macumba dello spreco,

tarantolati ci dirigeremo al fosso…