LO SPRECO
Serpe lo sarò di più se mi fornirai
un veleno adeguato. Chissà di cosa
parleranno,
quando il Verbo abbandonerà la carne
e il Sostantivo presenterà il Cappotto
a zonzo dondolante per le strade
di quello che un insano eufemismo
induce a definire Mondo.
Il fondo, per toccarlo, occorrerebbe
uno sviluppato senso della Fine
mentre il cieco non vede però sente
meglio e tocca e tocca e tocca
Scocca la voglia di dissentire seppure
il servizio è inappuntabile. Solo una lingua di fumo
invisibile sfugge al controllo di libertà
sottoassedio di cui m'inebrio. Una lingua
di fumo avvolta in uno strato di resistenza
alla pressione del determinismo sciatto
immersa in un effluvio di antimateria
che non distruggerà niente, no;
una insulsa lettura appena, l'antimateria.
E le interazioni deboli mi fanno un neutrino,
particella elementare subatomica priva di carica
elettrica, la massa nulla, a riposo.
La Forza dello sperma non farà altro
che acuire la macumba dello spreco,
tarantolati ci dirigeremo al fosso
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