CONFRONTO



La cerimonia della guerra

si perde fra prati di periferia

e appelli indesiderati

ossatura del gelo

senza conoscenze importanti

forse appare

fra quelle figure di predatori

da poco apparse all’orizzonte.

Quanto a noi,

si sveglierà un’idea

per credere ancora

al volto di una bambina dietro il vetro

solitaria come l’intelletto

mentre organizza visioni

con ciò che è contrario

all’ordine stabilito.
















i movimenti degli uomini

ricompattati da angeli e mattoni

scivolano come il tempo

che decora giorni

che rosso hanno le ali

ma il giorno successivo è un altro

giorno, di aromi e di pace,

e un altro uomo si confronta

con la giovinezza,

cerca le orme più deboli

i sentieri più rapidi

cerca le radici estreme

fissate nella fondazione della sabbia
















comincia il rimosso delle nuvole

ed è questa l’occasione per risalire

le tentazioni

con una generosità limitata

non si ha la forza

di interrompere le somme

chiuse nel letto di un fiume

come il ritratto del freddo
















alberi e foglie

erano raggiungibili

da un’idea di trasgressione

le muse hanno smesso

di divorare pensieri

nell’aria più dolce di quest’aprile

scontroso

la pace assomiglia ad un sogno.














per la parabola del mattino

tutto si risolve

in un soffio di primavera

il poeta sbircia

quelle azioni a malapena

decifrabili

c’è qualcosa che deve

giungere in soccorso

forse nuovi anni propizi

forse l’immaginazione

di un’esistenza migliore.







© Gregorio Scalise