ASCENSIONE


Oggi Cristo è asceso in cielo
ha preso in fretta sandali vesti e il
regionale delle sette
non si è seduto
posto non c'era
sedili pieni di pupille africane
zingari e rossetti lasciati
dalle maddalene bionde dell'est
è sceso alla stazione di quella città
sul confine ed è salito in alto
una spirale di luce e di neve ha
fasciato il suo corpo di miele
fra cori di angeli e gole arrossate
di cherubini ansimanti
poi si è seduto per riposare
solo un minuto
mentre gli uomini piangono
ma non si disperano
la solitudine ora è una
palla di stoffa
un gioco da circo
il trucco svelato
è ascesa in cielo
discesa all'inferno
sospesa nell'aria
è altalena di pino
attaccata ai rami gelati dell'anima


 

 

 

Porto, 10.30 di sera
Senti com'è caldo il vento stasera?
la valigia e il suo lutto li ho
posati sul binario

questa notte diventa per me
solo per me
gabbiano e lupo feroce
rosa selvatica e serpente di terra
calice d'oro e occhio di vetro
tamburo di latta e vento di pace

fammi sentire la spuma di mare
nascere dalla tue labbra
lasciami vedere danzare tutto il
cielo sul tuo petto
e rovesciamelo addosso
prima di andare


 

 

 

SENZA TITOLO

C'è un filo di seta
che mi lega ai bottoni
della tua camicia
io vorrei spezzarlo ma
non posso
e vederti su quella strada
di colori d'uomini
mi apre il tempo
all'incubo
all'oblio
non c'è guinzaglio
abbastanza grande per
il mio collo di neve
sul tappeto dell'accusa
distendo le lacrime
mentre tu cammini
e dondoli nei miei occhi
ora ridenti
ora lucenti
ma sempre soli







ALFA

Non è rimasto molto di te
fra le mie dita piegate
solo il marrone ruvido
della sciarpa e l'odore
di menta sul collo
eppure i mille volti dentro
ai tuoi occhi di sonno mi
---------------------inseguono
con le loro cieche litanie
implorando di guardarli
ancora
ma come posso?
Come?
Tu prima lettera di un alfabeto
storpio e senza armonia
spumosa agonia dei miei sensi
sorridi
cammini
inventi
crei e
dimentichi
----------sempre
io----- qui ------legata
a duecento cori di voci spezzate
aspetto
la tua indifferenza
fracassarmi le finestre
----------------------dei ricordi

 

 

 

 

SENZA TITOLO

Polveroso ghiaccio
cadeva sulla mia testa
in quel gennaio infuocato
di un male lento e famelico
in febbraio cedetti allo schianto
della scelta
marzo non portò con sé
rondini o profumi celesti
i rami di ciliegio erano
lisce strisce di luna sottile
nella trascurata assurdità
del tuo giardino
era come morire e
nel buio di lame tornare
con l'illusione di respirare
sola
per poi smettere ancora

la mente correva
mi scivolava addosso
fuggiva via dalle mani
andava lì dove i cartelli
del divieto sudavano
ruggine e voci
dove i tuoi capelli
erano luce del mio dicembre
ghirlanda quieta nel silenzio

allora
osavo sperare
quanto fosse meraviglioso
non sperare più


piccola Giovanna senza voci
spezzavi l'arco
dentro l'inverno del tuo petto


 

 

ZOOLOGIA MIOPE

La luce del giorno
cade a gocce e
rughe sul viso
una farfalla chiama
il bruco non risponde
è nascosto a terra
non è vero che il sole
è solo in alto
è un inganno ottico
una bugia per pigri
dipende dove sta il tuo cielo
se sulle ali della farfalla
o negli anelli scivolosi del bruco






VIA DE GASPERI 1

Le calze ondeggianti sul divano
la gonna soffocata sotto i quadri
profumi di viola e di rossetto scuro
fra ragni, muffe e letto di inizio Novecento
libri e grammatiche sulle lenzuola
sintassi amore
--------------verbi irregolari

Inverno.
Attesa.

Dolore, mele e spicchi di niente







SENZA TITOLO

Nelle pieghe di questo silenzio
si avvolge la memoria
ed è rumore di bicchieri sbecchettati
e aranciata sottobanco
non hai mica l'età per il Martini
e fumare diana morbide
come fossero nuvole d'agosto
darti calci sotto il tavolo
per poterti sentire
anche solo nel dolore

mi chiedevi della scuola
pedagogia didattica moderna
norme di cemento
indossavi la tua camicia scura
le mani enormi
---------------sporche di penna
gli occhi inchiodati
--------allo stomaco
vestivo d'azzurro
ma non era primavera
un cappello da clown
l'anello grande a forma di stella
me l'hai sfilato ridendo

Non era certamente amore
né passione
né santo delirio dei sensi
ma qualcosa che resta
per caso
impigliato a un perché
senza risposta
cucito come filo spinato
agli angoli del cuore
rendendolo più dolce

 

 

 

 

 

BLACK AND NOIR

C'è acqua negli occhi e pesante
pesantissimo ferro nello stomaco
vomitarlo è impossibile --rimane
e mi succhia ogni giorno ---un po'

prima mi sentivo immobile
il tempo lo prendevo a calci
gli specchi erano compagni infami
del tuo inganno di velluto


ora il tempo mi alita in faccia
la sua boria ed è paura

on ne peut pas frapper à
cette porte où
on peut pas ouvrir
on ne doit pas
mon amour aveugle et
----------------------aveuglé

non la voglio bruciare questa
faccia per i tuoi quadri d'avorio alle pareti
rivestiti
-------------------- ---- drappeggiati
di ecumenico altruismo


prima dell'applauditissimo congedo Professore
ancora una domanda
Perché la sua pelle è così scura?
O è la sua anima?
Non le distinguo più
e perdonarti è l'unico peccato
che mi riesce sempre
sono spezzata come te solo
che io lo so mentre tu ricorri
l'unità con frecce e arco di vinavil
povero filosofo
o acquologo?
sociologo?
teologo?
monologo?
Monologo del tuo ego che
si scioglie su vassoi di salame
caraffe di vino e mosche nere

monologo della mia solitudine
vincente
su
treni, case, spiagge, porti, altari


SENZA TITOLO
L'albergo Parco ha un
viale stretto e stanze
di gesso non ci sono
stelle nel vento dell'insegna
che danza nuda
nel gelo della sera
l'albergo Parco è
in cima al monte ma
se sali un po'
più in alto puoi
toccare l'inizio
del mio sperdimento
che liquido scivola
via dalle labbra delle
nuvole e precipita
diritto
nella pelle bianca
di settembre

quarantadue euro
di colazione fredda e
notte giocata in un
quadrato d'anima è
buio adesso
sopito sulla cenere
della coperta
se non sentissi
così forte il suono
della luna e
delle sue facce
truccate di pudore
scioglierei queste mura
con le parole
rotolerei i pensieri
su quei binari
e striscerei
avida e lenta
alla tua bocca
per portarti nascosto
fra le dita
l'odore buono
del perdono

 

 

Laura Corraducci, da Lux Renova, Edizioni del Leone 2007