La casa una più lenta ossidazione
dovuta all'acqua (una
casa dovuta all'acqua).

Le viole corde delle luci
gialle - lontano la cucina -
diffratte una via l'altra vedi
le vedi più - da qui
alle mura assetate male.
La canna fumaria fitta, più
fradicia, per le vespe, i nidi - e ricresciuto
intorno il cerchio bruno, il nerofumo che ricorda
cera grigia delle labbra
del padre doppio che era esposto
alle ultime visite. Continua a piovere.

Soltanto variare vale, pensa
mentre quasi cade.

Poco prima di finire, si addormenta,

anche nel sogno piove


 

*

Si muove in modo mite
tra le cose della stanza
adesso che la stanza non è un limite
alle cose dall'interno, conta
quanta capienza di nero
è tra lume lupo acceso nella bugietta
verde e vetro del tavolo riflesso
basso, alla finestra spia dall'alto
altro di altro che non c'è
già in cortile, quasi
infine (pensa)
in sé


-----------------------------------(in "Nuovi Argomenti", serie V,
--------------------------------------------- ---------------n.24, ott.-dic. 2003)

 

 

 

 


No non maschera per
stare
spalle contro la
strada senza
che il profilo (è di donna) sia
limitato leso dall'esterno, tolta
dallo spazio, la distanza
continua dentro

 

 

 

*

O questo intero è vanamente è
veramente poco. Dicono così
i numeri sulla facciata
di Sant'Agnese - vuole e disvuole
lui lei, le volute e le foglie
di acanto attorno essendo
trittici a nessuna trinità.
I verdi sporgono, ritorcono
come fa fingendo chi, vista l'ora
battuta alla vena devia
giusto dove progettava
e tutte le pietre nei loro
graffi dopo il fuoco
per via del nord magnetico
sanno smentirsi curve
spente vere
messaggere

 

 

 


*

Nel suo sogno appena fuori del negozio
lei abbraccia il fratello suicida, piange in una mano
per minuti fissi, e che la fissano.
La cosa è come la visione di santa Chiara
c'è uno specchio, il freddarsi flesso
dei neon. Si accendono di colpo sotto
la fine del mese, un fascio nero di denaro
passa dalle prime alle seconde tasche
tutto rimanendo rapido quasi
invariato quasi
..

 

 

 

*

Ogni tanto il forno geme
e produce una pietanza.

Questo nota e nutre, e immagina
la sedia che si scosta, al tavolo,
lei che mangia.

Mentre il filamento non sta non cede.

La stanza è chiusa (Elis non chiama),
le fronde hanno cattivo odore, fermo
- domani il lavoro
ridivora resto.

Tutto è felice a senso; come un unico
marmo

 


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(da Il segno meno,
---------------------------------premio Renato Giorgi: ed.Manni, Lecce 2003,
---------------------------------------------------prefaz. di Loredana Magazzeni)

 

 

 

 

 

Il quartiere delle vecchie industrie si curva come un paciere nella serietà della nebbia delle cinque. Ci si vede già. Un noi convoca le cose.

I colossi dei cartonati, le ruspe su un fianco, le ossa, i chilometri i perimetri di rete metallica: si flettono nel finestrino e dietro operai senza opere due o in due fissando a occhi bianchi tutto questo meno molto meno che bianco


 

*

Del pianoforte verticale di Matilde, oltre alla polvere ostile quanto il buio è precoce per via della esposizione della stanza, ricorda i tasti estremi: il primo e l'ultimo: parallelamente sordi. O meglio: capaci di suono opaco, come il martelletto facesse specchio e percuotesse sé - dando un lamento di limite.

Ha sempre cercato poi crede note simili, su lamine diverse, circostanze. Altre forme, anche


 

*

(Se) sta piovendo molto forte. La felce e la palma sono nel cortile. C'è una differenza tra le mani. La lastra di vetro che separa due semi. Passando davanti, specchiando, il bambino si fa segno


 

*

contro Augusto

I pontili, i nomi delle cose, o comunque i gradi di inclinazione della fodera di mare tra qui e ancora qui. Le curve invece non calcolabili se c'è lo stupido che danza. Il sole basso in fondo al mappamondo slitta sciupìo lungo le rigature piatte del porto niente capanni; solo ieri in qualche immobilità era il primo di gennaio fragilmente, una stella stilizzata sparava 10 petali led - qualcosa appena possibile. Adesso il macellaio è rientrato sciolto; volo controllato, protetto dai soliti. Sta in patria sull'attenti senza sedia igienica.

Le circa duecento ossa le slegherà la tomba forse.

I veri morti restano quelli che speravano


 

*

Il gattino continua a piangere dietro quella porta. La mano arde.

Insistenza - ecco.

Se costassero meno. Ci si potrebbe andare ad abitare; gira la pagina, forse sulla pagina successiva. Sì, sarebbe possibile. No, vedi?

 

 


----------------------------(da Endoglosse, Biagio Cepollaro E-dizioni, 2004,
----------------------------------http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/GioTesto.pdf)