dall'inedito Poesie alla mano, 2008


 

 

 

LUCE ARANCIONE

mi laverò con la luce dell'arancione
al suono dello sciabordio delle onde
e il traffico delle macchine in corsa
- eco di un pisolino pomeridiano,
tra le lenzuola di un letto a due piazze
e i riflessi filtrati dai buchi di persiane -
sarà un mare di apparente pace
simulazione di una vacanza, ombra
un'infanzia proiettata sul muro, con mani
modeste intrise di sapone per una pila di piatti
da lavare, poi il respiro di un cinema
all'aperto, quattro chiacchiere in un parco,
in una città ora disaccogliente e sorda
popolata solo da alcoliche bisunte figure,
- anime anelanti il volo da una base
musicale - e il sonno nella notte dell'ultimo
guardiano dell'estate che si avvia alla fine
davanti a monitors senza bagliore, una blatta
nel sudiciume della strada che drizza le antenne
nella miseria gialla di un lampione, così davanti
alla stazione coi treni che confondono traiettorie
uomini in cerca di corpi o di una dose
da comprare, mi laverò con la luce -
appena salite le scale - anche solo
del personal computer, un tempo
Bologna eri un amore,
-----------------------------------bella!,
quasi una città di mare

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dall'inedito La casa che non c'è 2006/2007

 

 

HO SORPRESO I MIEI OCCHI


Ho sorpreso i miei occhi spegnersi
Sai?! la chiamano l'Età

Novembre ritorna con gli agguati
delle solite irte nebbie,
si perdono nei fossi automobili

Le stelle spariscono
velandosi

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da Ho scritto ti amo sullo specchio, ed. Pendragon 2006

 

DAL FIUME

Quello ero io
pugni in tasca per proteggermi dai freddi
sentimenti
errori errori errori
sentimenti
e ragioni riavute indietro
lanciate come coltelli

quello ero io
perfettamente mosso e armato di coltelli
e-speranze
errori orrori errori
pentimenti
lacrime piovute dentro
ringhiose come le parole tra i denti

mi asciugo la fronte
con un'orchidea
e guardo all'altra parte della riva
dove
la strada ha una voce
che è ruvida come
una salita

mi asciugo la fronte
con la manica della tua maglia
e guardo ai tuoi occhi, due diamanti
dove
specchiarsi brucia
i miei occhi
rossi e turchesi

e c'è chi straparla di civiltà evoluta!
ma è un pensiero d'elica
che gira a vuoto
vi pare ch'io abbia un'anima
contadina? operaia? padronale? impiegatizia?
La mia anima viene prima di tutti
i parti e le partenze
prima dei verbi e dei proverbi
prima dei pre e dei pro
degli economisti e degli ecologisti

tu fatti centrare negli occhi,
dall'altra parte della riva,
porgimi l'orchidea
che sappia asciugarmi le mani
ripulirle dal dopo venuto al prima
nei tuoi occhi gravitanti
mondi circostanze
mondi mani piedi visi
irti e scoscesi e spaziosi
tutti mondi

che bevi nell'avventura?
quale pietra fai brillare?
Gli altri guardano alle piantagioni di montaggio
ai flussi esili delle stagioni delle discoteche
delle bottiglie sugli scaffali e non fanno differenza
tra bere ed innaffiare

se anche il tuo fiore viene prima
il mio veleno potrà bastare, penso!

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dall'inedito Con timore e tremore, 2003

 

 

[...]

non mi si spezzano più in mano i fiori
sembra mutato il corso della vita
l'Innocenza resta nei campi aperti
senza nessuno che la colga, l'Innocenza
non si fa più cogliere, resta chiusa in se stessa
come vorrei ancora depredare e far piangere
come i bambini i conigli e gli agnelli e i vitelli
e i gattini con le gattine, ma la vita
mi volta le spalle, la bellezza si fa irraggiungibile
eppure in un posto di questo mappamondo ti sento
so che ancora ti troverò negli occhi d'una fanciulla
so che il mare avrà quiete e io m'annienterò nella noia
mi stuferò di quegli occhi languidi e teneri che forse
cercavano acque tempestose e io le avrò già mutate
quelle due faville in biglie di vetro, in sguardi di predatrice
forse è questo che cercherà la fanciulla e che altre in me
hanno cercato, io mio malgrado sono di natura selvaggia
di tritone, io trasformo l'innocenza in malizia, le ragazze
in sirene, in muliebri incantatrici, io sono il tritone seduto
sullo scoglio che strappa il fiore, nel pieno della bellezza
prima che appassisca in disuso, sono un trasformista
mi viene a noia tutto d'uno sguardo in cui il Signore si specchia
ché in fondo cerco il vero, l'unico e trino
il Suo occhio puro, ...che magia la religione!


 

 

 

 

da Anima nera, 2002, in Anime infernali, Giraldi ed. 2008

 

 

[...]

e tu ragazza con il walkman attenta
ai lupi classici e agli sconosciuti
ti possono agguantare dappertutto
ascoltano musica classica e fumano
di nascosto alle mogli, sono allo sbando
quando ti vedono per strada can-
ticchiare i tuoi motivi preferiti
non chiuderti del tutto nelle orecchie
sai che io ti approvo, ma ho pagato
con la mia pelle per non aver voluto
seguitare i buoni consigli di chi mi porgeva
sigari e caramelle e la ragazza col walkman
proseguiva, non curante delle mie premure
fin che dovetti per l'amore che mi lega all'Europa
agguantarla e troncarla e girarle in fuori le tasche
in cerca di un granello di riso che sapevo dal mio
essere sensitivo nascosto in qualche piega
delle sue tasche vidi i suoi occhi lagrimare
e non potei far altro che indurirmi per paura
di piangere di piangere di piangere io al posto suo
m'intristisce l'anima-----------------------------------------------------------