Da "L'Ulisse" 5/6



1.


Il portiere di riserva non esulta come gli altri

rimane fermo abbarbicato alla speranza

che quell'altro in calzamaglia se lo stracci un legamento

per entrare tra gli applausi, conquistare il proprio posto,

avere donne, case al lago, delle macchine potenti.


Avere gloria finalmente. Il portiere di riserva

se ne gira col cappotto anche di luglio per non prendere un malanno,

perché una volta era il suo turno, ma lui era a letto

con la febbre, ed entrato il ragazzetto degli under 18

strappò un 9 alla Gazzetta, ed oggi gioca in Premier

nel Newcastle, ed ha fatto anche la Champions.


E due réclames per gli shampoo.




2.


Eppure non ne parla mai nessuno nei telegiornali,

e a me viene spontaneo sempre domandarmi

se in India o nel Centrafrica

si crepi poi realmente per gli stenti o solo per un raffreddore

e che non stiano quelli invece bene, come sulla costa romagnola

o nei locali sardi, come la bella gente

con i sandali griffati o con gli yacht da ottanta metri,


perché altrimenti se qualcuno stesse male lo direbbero senz'altro

non parlerebbero del tempo, o delle mode dell'estate, cosa si beve

o cosa fare verso sera. Perché se no non lo farebbero:

e se un metalmeccanico italiano non arrivasse a fine mese,

fosse costretto a far la fila in Caritas per far mangiare la famiglia tutti i giorni

in tv ne parlerebbero, perché anche questi avranno certo una coscienza,

un senso d'oppressione che li annienta giunti a casa, chiusi nella propria stanza.




3.


Devo prendere gli antipsicotici,

è quello che ha detto Nazzoli alla clinica.

I motivi già li conoscete:

ho reazioni scomposte ed attacchi di panico.

Alle volte mi pare qualcuno mi fissi

sull'autobus, è a quel punto che cerco

di sfondare il vetro scappando per strada.


Fingo d'essere un terrorista due volte ogni anno,

minaccio l'autista con il tagliaunghie,

gli dico di portarmi in Piazza dei Servi:

lui ormai mi ha presente (è lo stesso da anni)

in fretta mi lascia nel luogo richiesto,

chiede scusa alla gente sul mezzo


e riparte. Ridendo.




4.


Perché volendo pure Modena è lontana

e allora uno si chiede: - Quanto tempo ?

Un anno. E un anno è poco ma anche tanto,

se a casa sta una moglie a letto con le doglie

con la testa della bimba dietro al corpo col cordone

cinto attorno al capo ed urla "padre, padre"

e il padre sta a combattere la guerra

ad ammazzare i figli di quegli altri

a compiere gli stupri, in modo la sua razza sia difesa

e sia immortale: e salva sia la sua famiglia.




5.


dimmelo mamma:


che sono bellissima, come le ballerine alla televisione,

anche se in classe mi chiamano scimmia e mi gettano in faccia le arachidi.

ma tu dimmelo: dimmi che io sono intelligentissima, meglio dei miei professori

che mi urlano "scema perché non capisci che è così semplice: è ovvio !"

che mi hanno affidato a una tizia che insegna le cose più semplici.


ed io te ne prego tu dimmelo: dimmelo mamma, ti prego. e smetti di piangere. basta.




6.


In televisione rivedo Pier Carlo,

cuoce una bernese di sgombro.

Quello che presenta domanda:

"anche i grandi poeti mangiavano il pesce sovente ?"

Ed ecco che lui gli risponde. E sorride.


Pier Carlo a vent'anni se lo contendevano tutti,

era la grande promessa, il nuovo Leopardi.

Montale perfino voleva cenasse con lui

ogni volta possibile, lo chiamasse "nonno":

lo amava come fosse un figlio…


Ma un giorno una tv privata gli chiese

di partecipare a un dibattito:

e lui era bello, spigliato, ci sapeva fare,

"è perfetto" dicevano

"sa proprio bucare lo schermo".


Di comparsate Pier Carlo ne ha fatte 240 a quest'oggi:

scalato montagne, visitato malghe, accudito delfini,

camminato sui carboni ardenti, inviato ai mondiali di rutti.

Esce un suo libro ogni anno, ma li scrive Sandro, ragazzo di Sondrio

pagato profumatamente per tacere, lavorare. basta.


A volte Pier Carlo mi chiama

la notte, dice che ancora una volta

Montale gli è apparso in sogno

ai piedi del letto

e lo ha preso a schiaffi.


Risponde mia moglie,

gli dice che sono a Milano,

o Varese per qualche convegno,

che è solo un fattore nervoso, di prendere

un bel latte caldo e rimettersi a letto.




7.


Quando pioverà domani

i campi potranno respirare.

Domani sarà tutto

concluso, anche questo

periodo di crisi. Domani

allungato lo sguardo

anche noi un poco potremo


sperare.




8.


Da "Nuovi Argomenti" 32.


Ode al Lexotan.


Forse li avremmo avuti per più tempo

i Dino Campana o gli altri con quei farmaci:

io ad esempio, previdente, per entrar già ora

nella gloria ho iniziato con 10 gocce al giorno

prima di coricarmi; e ho intenzione

di protrarre tutto questo fino a quando

non saranno conclamati i tempi di dosaggio cronico

o non sarò riuscito più a trovare

un medico ben disposto nel prescrivermene.


Vedi, pure il mio testo in questo modo si modifica,

ora è più lento, non fa male. Non mi assale nel protrarsi

della notte. Ora questo testo non mi sbrana.




[NdA. 2, 4 inediti per L'Ulisse; 6 da Atelier n. 35; 1, 3 da Atelier n. 35 modif.; 5 da Tratti n. 68 modif.; 7 da Yale Italian Poetry V-VI modif.; 8 da Nuovi Argomenti n. 32]