Lettera da Ferrara a un amico romano





Mi hai chiesto al telefono

perché non vengo ad abitare a Roma,

che ci sto a fare qui.

Ma qui si guarisce più in fretta,

si vede la vita calare a vista d'occhio.

Sapessi come occorre poco, un niente,

per una così lunga malattia,

sapessi come passa presto una giornata di nulla

davanti a un cortile dove non passa mai nessuno,

con le acacie i colombi i camini le statue...

(vivere è superare un esame,

accumulare giorni bianchi,

le prove dell'innocenza).





(da Calma di vento, Garzanti, Milano 1987)











Gli orologi di Ferrara





Due orologi battono dalle torri

le stesse ore a prudente distanza.

L'inutile ripetizione cerca

l'orecchio più duro

per convincerlo

che il tempo

passa davvero

---------o è l'orecchio

che distorce il tempo e ripete

l'ora nella camera vuota della mente?











Tornare a Ferrara





Tornavo in sogno a Ferrara

incerto se entrare

da nord o sud.

A nord mi minacciava un sonno

che si rompe per un mortale silenzio,

a sud un risveglio fra gente

che va e che viene.

E giravo giravo intorno

e la tiepida noia del nido

cedeva all'ansia di non entrare più,

chiedevo fosse l'ultima volta,

ma la bocca si apriva senza suoni,

dietro i vetri scuri dell'auto

la gente mi guardava e non capiva,

credeva stessi cantando,

ero già separato,

ma non avevo nessuna voglia

di partire, pregavo la noia:

anche tu mi deludi, anche tu

che qui sembravi eterna...










Alla mia città



Non cresci mai, ma il mondo

cammina e s'incarica

della tua immobilità

contro la cautela di chiuderti

dentro di me.

O sono io

che non cresco più

e mi affido alla tua fissità

per un anticipo di quella

restituita giovinezza

che ai vecchi splende

sola nei gran finali

della memoria,

quando l'orchestra replica

se stessa e il silenzio

squarciato dalla prima nota?





(da La gravità dei corpi, Palomar, Bari 1998)











A Ferrara





Un fetore nauseante ti risveglia

un mattino d'ottobre.

È il nostro Tempo dove ti sei perduta

insieme a noi,

avvinta dalla modernità

come una santa alla ruota

dentata del suo martirio.

Non ti salvano la tua musica,

la tua arte, la tua poesia,

né la pazienza di chi corre

senza speranza di gloria

alla sua catena,

i nuovi schiavi che vanno

e vengono ogni alba e tramonto

da fuori e dentro le tue mura

perché tu non li puoi accogliere.

Meste paiono le tue bellissime pietre

se non fosse per i disegni dei bambini

che le tentano a destarsi nelle scuole:

ascoltano le piccole teste il racconto

d'un'altra Ferrara

riflessa nelle acque dei canali

che non ci sono più.

Ecco, santa Caterina

vede dal suo convento cadere

trafitto dai Turchi

l'imperatore di Costantinopoli...

vede salire la minaccia del Po...

sente che a Roma c'è un nuovo papa...

Ed è là che riposa Lucrezia Borgia.

Ma non la donna più bella,

la città vi dorme.

Che nessuno derubi noi

e i nostri bambini

del sogno del suo risveglio.





Ferrara, 5 ottobre 2000











Ferrara alta





La morsa dell'inverno

stringe i corpi ad amarsi,

affatica i passi,

inganna anche gli anni vecchi,

in vista d'uno nuovo

li convince a riposarsi.

Sognavo da ragazzo

le vie d'una città

dove sentire solo

gli orologi battere il tempo,

vere stanze d'una casa.

Oggi è la mia questa Ferrara

che scivola in silenzio

sui banchi di neve

delle finestre,

ai piani alti della città volante.











Dove la storia non passa






Santità del nulla

è una stazione di provincia

con un treno in corsa

che non si ferma ma lacera

col suo fischio l'aria della città

e le promette di svegliarla,

e rialzarla e portarla lontano da sé,

dove nessuno sa,

nemmeno chi guarda il treno.

In una stazione come la mia,

morì Tolstoj, ad Astapovo,

in preda allo stesso impulso

di svegliarsi e partire,

non si sa per dove.

Era la morte il risveglio.

Oh gioia delle mie partenze!

tutte sommate nella grande

partenza che m'aspetta

in questa sala d'attesa

a Ferrara,

in un pomeriggio senza festa.

Dove la storia non passa

nasce dal nulla

la santità di non attendere più.





Ferrara, 11 aprile 2003






(da Talismani, Antologia personale 1969-2003, Marietti, Milano 2003)