IL MIO AMANTE E' UNA FALENA DI PLASTICA MUTA





Il mio amante è una falena di plastica muta

-disse la ragazza

e prima di lui

era stato un nuotatore silurato

colato a picco

in uno stagno di gelida quiete

-aggiunse

sono sola

-concluse

io parlo, chiedo, imploro,

ma niente accade

fuori dalla macchinazione terribile

del mentire celeste.

Sono solo anch'io

-risposi

parlo con le bottiglie vuote

mi rispondono i bicchieri e i morti

con il loro silenzio lacerante

la loro nobile assenza.

Canto la patria smarrita

il suo tonfo indecoroso

la costruzione di milioni di trincee

a difesa di nulla

la vergogna di sopravvivere

solo per la medaglia da eroe

che porto saldata sulla carne.

Sono solo

-aggiunsi

e ho saldato tutti i debiti che non avevo

per non incontrare sedicenti creditori.

Anche la musica

-you’re nobody ‘till somebody loves you

sentenziò liberamente la nostra solitudine

e noi ci limitammo a non decidere

l’invenzione che di due solitudini

fa una festa feroce

e con intelligenza da rifugiati restammo

nell’insieme infinito del non avuto.







(da Il crollo degli addendi, inedito)







© Simone Molinaroli