--------FRANCOFORTE



Il divertimento si inventa, non si paga
oggi questo è l'impegno, indaga,
nell'ex-sistere il canto esce fuori
dal sistema, così tu sei l'individuo

non il numero la statistica, l'arte
è l'inutile economico che serve
alla rendite del pensiero, siero
a quiz a premi, a calcio mercato,

la mente è il plus valore, non mento,
ed il vissuto di cui padrone è l'essere
non è un gran capitale, in quanto passato
non è dimostrabile, non vale,

se lo rievochi il fatto lo trasformi
e nessuno se ne accorge, nemmeno tu
che sei l'autore, ma ciò dimostra
che nell'attuale mondo delle finzioni,

il reale è quello che ci portiamo
dentro, il presente
solo quello che si scrive
poiché l'unico che resta.

 

 

 

 

 

------------Moka

A volte, ovunque tu sia
bussano i ricordi alla tua porta
e tu, non li lasci esitare lì, sulla soglia

come degli ospiti li inviti a entrare,
prendete assieme un caffè
in aroma passato

e ogni volta sembra ci provino il gusto
a farti assaggiare l'amaro
di tutte le volte che ti sei sbagliato

così vai nel fondo della tazzina
a cercare qualcosa che lo possa addolcire,
ma ti perdi nel nero della bevanda

che non sai tornare, ti innervosisci
e se è notte non riesci a dormire,
il dottore dice che la colpa è

della caffeina,un alcaloide
che il sistema nervoso inquina
e del cuore accentua il rumore…

 

 

 

 

 

----------------Praga


Jan Hus, la verità è morta col nascere
della parola, mai più potremo comprendere
il pensiero del cigno, fermo sul ciglio
del fiume, in fondo la poesia non è

di parole, è l'infinito che a tratti
per brevi istanti percepiamo, restando
poi arresi, afflitti nell'inferno della materia
nel linguaggio di cui siamo fieri.

Così quello che vidi, lo vide
anche il pittore, quel giorno, lì, sulla tela,
furono nostri sentimenti emozioni
che non hanno nemmeno un nome.

Defenestrare l'anima dal corpo
buttarla giù dagli occhi lucidi, ora non basta,
insomma provaci tu, se ci riesci, a spiegare
questo duraturo incomprensibile frammento:

L'arancio sui muri di Praga.

 

 

 

 

----Una città qualsiasi

Sale e conchiglie in frantumi
ha portato il vento, in questo viale
infernale, dove tra fumi, costrette

passeggiano le veneri nere.
Vendono infreddolite il paradiso
terrestre, regalando la mela proibita

di cui si nutre la serpe, sono vergini
antiche da tempo malate, angeli
asessuati, sante con in grembo

un Cristo crocifisso dal virus,
e non è un solo Pilato a lavarsi
le mani, quanti e quali Giuda

le hanno tradite e condannate
a tanto, chi la merla orgogliosa
che tre volte ha cantato la legge

che vieta il piacere e il mestiere,
togliendo la libertà a chi ne ha voglia
rendendo schiave le altre, minorenni

e straniere, è il secolo feroce
che sbrana la puttana, nessuno la salva
eppure ogni notte c'è chi le è vicino,

ma non è la belle epoque della sottana
o della giarrettiera, infuria la bestia
che a forza di botte uccide la preda

in questa era dell'usa e getta,
e chi quasi per beffa discute ancora
di leggi morali o divine

intorno la schiera degli innocenti
e dei sani, le facce pulite
degli altri esseri umani.

 

 

 

 

 

-----Un professore d'estetica

La bellezza:
---il respiro caldo, sul vetro freddo,
---di chi ci attese.
La forma:
---il tempo che variando varia
---il mio stato d'animo.
La sostanza:
---il cane, l'amico, le amarene,
---le sue labbra.
Lo stile:
---le strade abitudinarie che rincasando
---percorriamo la notte e nessun altro
---conosce.
Le figure retoriche:
---strutture linguistiche per rappresentare
---i moti dell'anima.
La parola:
---strumento nato dal brusio del fuoco
---e dal silenzio dei pesci.
L'arte:
---movimento in continua trasformazione.
L'artista:
---osservatore curioso dal facile innamoramento
---e che tende a tradurlo in un linguaggio.

 

da Interrail, Fara, Santarcangelo di Romagna, 2007