1. riproduzioni muybridge


è un dilemma
una castrazione psicologica

il tentativo
----------di cogliere il moto animale

una frazione di secondo
dopo--- che questo abbia avuto inizio

inseguirlo
braccarlo -------viverlo insieme

la macchina fotografica non può mentire
- dice

si può credere nell'autenticità della natura
ma si può egualmente non credere nella sua riproduzione?

la verità - dice ancora
è che vi sono uomini
che meritano soltanto
che gli venga spezzato
l'osso del collo

ciò che conta non è dove
ciò che conta è quando

 

 

 

2. appunti di macroeconomia siberiana


ti abbasso le calze coi denti
mi fissi senza espressione -------glaciale
inarcando il labbro superiore
l'odore della tisana alla mela e cannella alleggerisce
la tua figura posata come dalle mani di dio
sullo sfondo nero del lenzuolo che riproduce un sistema nervoso
mi suggerisci mentre dormo
che dalla siberia non migrano soltanto lunghe donne
dai capelli di lisca e avambracci trasparenti
antropologhi moscoviti estraggono zanne di mammuth
con vecchi automezzi militari
sopravvissuti alle guerre in afganistan e all'impero sovietico
tagliate sezionate confezionate e vendute ai mercanti di hong kong
per oggetti che finiranno nelle abitazioni di lusso dei nuovi ricchi
o di qualche politico in ascesa
mi parli di una scacchiera intagliata nell'avorio dei mammuth
una scacchiera che porta in dote alcune migliaia d'anni
interrompi il racconto ridendo per qualche sfumatura della lingua che mi sfugge
ricominci a fare l'amore col mio corpo
catturata nella porzione occidentale del nostro piccolo mare lunare
la notte polare inizia a calare
ricongelando i resti di quelle creature
mentre una regina d'avorio si posa tra i sospiri strozzati
sul ventre di una sirena albina

 

 

 

 

 

3. la memoria del fiume ed il signore delle piccole cose


stretto nel fumo dell'olio bollente che vena fuori dal motore
e accartocciato nelle lamiere dell'auto scomposte dal consueto assetto

pensava ai rumori di cui vivevano i pescatori lungo le rive del fiume
cinquant'anni prima affissi in piccole abitazioni semigalleggianti

ascoltando e rispondendo ai respiri dell'anima del fiume
dove gli dei restavano per secoli nascosti a spiare sui fondali

mentre il cielo si saldava alla terra
posandosi nelle stagioni calde e precipitando nelle lunghe stagioni di gelo e nebbia

le barche incavate nei ventri degli avi del bosco
accoglievano corolle di padri e figli

in un lento passaggio di tradizioni
alla pesca del pesce gatto di alborelle e lucci di carpe e storioni

prima ancora della stagione di nuovo imperio dei pesci siluri
in migrazione forzata dalle città-nazione dell'europa centrale

poi dicono che al nord non sono abituati all'ospitalità
e che i dialetti stretti ne sono dimostrazione

per secoli mentre l'italia mutava bandiere e gli eserciti calavano
ora dalla germania ora dalla francia ora ancora dall'austria

i pescatori sono stati nutriti dalle acque a incastro
figli di un innesto innestato di innesti

mescolanza di umori lingue e bisbigli
di santi e madonne e riti della fertilità

dai ruscelli gelidi del monviso alle quattordici bocche di mare
in cui si scioglie il grande fiume nel delta

la sera d'estate alcune biciclette sfrecciano
spolverando le caviglie a vista e le stoffe grezze delle gonne

risate di ragazze che la sera rubano tempo al tempo
per un ballo su una balera a lume di zanzara

senza sapere nulla di storia
e magari facendosi il segno della croce prima di accettare un ballo

i contadini i pescatori i falegnami vestiti soltanto di note sgrammaticate
scalpellate da un violino e da una fisarmonica secondo le linee rette della pianura

l'ultimo sangue colora l'asfalto sotto cui un mondo era stato nascosto
in fretta sotto la pelle di quello nuovo

più rapido più moderno
in cui ad ogni ora pare possibile ricominciare una vita normale

 

 

 

 

 

4. nel mezzo del nulla c'è il mondo


la distesa sfuma via in orizzontale
all'occhio si riflette verticalmente
come se il mondo fosse rinchiuso in una abnorme conca
campi d'avena striati da rette fratte di acacie
rettangoli irregolari di orzo con le spighe più alte ed eleganti
del grano che matura al sole in posizione più bassa
prima di terminare la partita col mondo della città
tutto ciò che conosceva era la spiga di grano
che vedeva ogni mattina stampata sulla confezione dei biscotti
a colazione
all'inizio della giornata di lavoro
con la testa compatta di numeri di scontrini di calcoli
per anni s'era nutrito d'orzo nel latte
ma non aveva la più pallida idea di cose fosse
in natura
come il cacao o le spezie
possedeva un'idea rudimentale di come fosse fatto il granturco
non ne conosceva il ciclo vitale
la fremente crescita che si compie fra giugno e luglio
non conosceva il rumore del vento che suda le masse oceaniche
di cereali dipinti lungo tratti di pianura
non conosceva l'odore del grano sfregato fra le mani
e stese sotto le narici ad occhi chiusi
allo sguardo nudo gracidante del sole mediterraneo

 

 

 

 

 

5. santa evita de buenos aires


santa evita svettava in un rettangolo di colore
sopra le lenzuola azzurre invischiate di punti esclamativi
ha mani che affondano lungo una ferita nel corpo di un uomo
con in testa un cappello verde e una croce rossa a cinque punte nel mezzo
lo tiene sulle ginocchia come la pietà in vaticano
le dita in entrata nella schiena dietro il costato
el peronismo es el futuro de la humanidad
dice ad ogni cliente che resta dopo che la faccenda è conclusa
con la voglia di spiccicare due parole e senza fretta d'andare a bere una birra o un whiskey
in qualche bar deserto e popolato soltanto da uomini di mezza età senza lavoro
e con alle spalle oceani di spighe nere e bruciate dal sole del mali
in attesa indifferente di qualche nuovo temporale
le ore erano scandite da un gioco di numeri
da una cifra impressa per via satellitare nella memoria dei telefoni
a suo modo quelle come lei detenevano azioni dei gestori delle telecomunicazioni
erano loro al pari degli adolescenti insaziabili a finanziare
un'economia di scala
tu es mi angelo l'angelo de mi corazon
un bacio due banconote un sorriso paterno
e la porta si richiudeva nello stesso punto dove si era chiusa mezz'ora prima e nello stesso punto in cui si richiuderà dopo altri trenta minuti
se non prima
l'unica azione che sapeva indossare dopo un incontro era accendere lo stereo
andare in bagno aprire il rubinetto dell'acqua fredda
sciacquarsi il viso e le mani
che ogni giorno le apparivano sempre più trascurate
l'alma tienes suas malatias
le sue cicatrici i suoi oceani di morte

 

 

 

 

 

6. da una pagina del quarto secolo dopo cristo

(homines) ferocitate transiliunt beluas
Arnobius


tu non capisci quanto la tua vita non sia più tua
quanto la tua vita sia sotto dittatura

non temere mai nella vita di restare solo
non temere le voci della notte dell'uomo senza parola

tu che avanzi sicuro nei passi della scienza
che non spendi un gesto se non per accumulare punti

tu non capisci che il dolore arriva quando è già tardi
che la sera è preludio della notte e non di una giornata al termine

bisogna essere feroci - dici
no caro è che non se ne può fare a meno

 

 

 

 

 

7. ambientalisti ispirati da un verso di robert lowell in europa occidentale


la vita ricomincia dove è stata interrotta
posi la mano sulla mia fronte
le dita accompagnano la chiusura delle palpebre
un gesto che esegui priva di tentennamenti
come se ogni giorno a quest'ora
eseguissi la medesima stesura dei colori color terra
su tele aborigene

dalla finestra riecheggia il richiamo di un maschio di gufo reale
un suono secco seguito da un acuto contratto
erano secoli mi dici che nello yorkshire non nidificavano
ne sono state avvistate alcune coppie dieci anni fa ed ora se ne contano cinquantotto
in pochi anni sono emigrati in olanda in germania in svezia e in scozia
amano le fessure nella roccia
vicino a maastricht sette coppie vivono in una cava di roccia
si sono abituati anche alle esplosioni

non badano a noi? ti chiedo
nel silenzio del tramonto picchietti con l'indice la mia tempia
e cosa mangiano?
ricci conigli topi poiane barbagianni pernici quaglie
allora dico io sono predatori di altri predatori

gli ambientalisti sono in allarme
dicono che è inaccettabile che un uccello non inglese metta a rischio l'esistenza di specie preservate
un uccello che non ha vissuto negli ultimi duecento anni in gran bretagna non può venire qua a cibarsi di cacciagione e volatili nati e cresciuti sul suolo di sua maestà

improvvisamente nessuna riluttanza a uccidere
l'ha scritto robert lowell
ti dico
non mi ascolti
nel cuore dell'europa occidentale i gufi reali possono essere fuorilegge
al pari del pensiero di noi due
incastrati ------l'uno dentro l'altra
dappertutto



Tiziano Fratus, da La staticità dei pesci martello, in uscita per le edizioni Torino Poesia