Una vita


Nascoste bene dentro il disco rigido
ci stanno sette miliardi di lettere.
Meno di settecento è quant'è lunga
questa poesia, per breve che sia
non più di quel che serve per descrivere
il giorno medio di ozio e iterazione
di un normale funzionario, la cui vita
ariosamente dichiarata arriva
ai venti megabyte. Come dire
niente, ed ancora meno comprimendo
la ridondanza che ci fa uguali
nel ciclo standard dal parto alla morte,
escludendo quel bit che ci distingue
che ci fa valere un nome di file.


 

 

 

 

 

Invecchiare


Come un vecchio programma scritto in Fortran
troppo ingombrante per la riscrittura
utile quel che basta per tenerlo
così, con i bachi, i dati persi,
i messaggi d'errore incomprensibili:
ecco il paradiso della pensione.
Non grafica, intelligenza artificiale,
ma la sopravvivenza in sala macchine
il tepore del condizionatore
pochi utenti fedeli via seriale.

 

 

 

 

 

 

Ricordo


Acceso da un segnale attenzionale
un processo parallelo ti insegue
ruba battiti mentre sembro attento
ti compara minimizza l'errore
come sarai, adesso? È costretto
ad una regressione lineare
per scorporare l'effetto del tempo
ma è fatta, ora, ho dei candidati
dal mio database, e la tua sagoma
è un log lungo due anni, sei di meno
per me, per le cose dentro che pesano.
E diventa chiaro che posso aggiungere
un campo al tuo record impolverato:
sei felice, adesso, ed io non c'entro.

 

 

 

 

 

 

Rumore


Informazione è la differenza
tra quel che sai e quello che so io.
È inutile quindi, amore mio,
che leggi con timore e ti preoccupi
se non trovi tue tracce in ciò che scrivo:
già lo sai benissimo, anche meglio
di me cosa a te mi lega e perché.
Se ne scrivessi, sarebbe rumore;
però tu non smettere mai di dirmi
l'ovvio bene che bene mi fa stare.

---------------------------------(a T.)


 

 

 

 

 

Dimostrazione


Non vorrei essere esattamente
come un dimostratore di teoremi
meccanico e pure determinista
che produce sentenze derivate
dai suoi tre assiomi, in continuazione,
senza una passione per l'infinito
che genera né pietà per se stesso
strumento delle leggi della logica.
Eppure per sapere che non sono
mi serve proprio una dimostrazione.


 

 

 

 

 

Poeta


Tutto ciò che scrivo può generare
dall'applicazione ripetitiva
di regole che elaborano simboli,
entrambi presi da insiemi finiti.
Questo dice Chomsky, o buon lettore.
Così diventa mia consolazione
ricordare che la scimmia di Eddington
pestando a caso su una tastiera
potrebbe scrivere questa poesia.
Magari col tuo nome come autore.

 

 

 


da Algoritmi, Lietocolle 2004