----------------------dopo la strettura,

un liquido e l’erranza significherà

pure

che non sarai remato:

scivolo di cartapesta e barriera

remota.






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significando che il giro trita

metti i punti su tutto,

vedi l’ascensore e l’esito:

il poro non odorato.






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dovunque il profumo è sigillo,

tempia dimenata fra gambe:

un circuito di pesi e misure.







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ci vuole una parola chiara

ed angelo è il suo contrario.







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mai dire forse che dice

quindi semina e non

raccoglie.







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di fascio meta nova,

nemo semplice deo:

re.







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come ci si debba comportare

quando il nome comune si fa strada

ed essere faccia prova che il tanto

non vale se è lungo e ipotetico

questo appesantirsi vale stare

a casa – nemmeno la paralisi

nemmeno può portare a chiudere

i battenti (il caldo) la testa –


e tutto fugge sul più bello

via via e lascialo stare.







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ovvero se fosse inenarrabile l’atto:

giungere al colmo di forze

e confluenze di scarti, hai visto

hai detto che non è fatto

fattibile insiste sulla nenia

il fondo







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e tanta, fu la fede, percussiva

a riempire il lato, quello bello

e l’altro, a seguire, immobile







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fusa col sorriso in un baleno

ha preso il giro sulla lingua

e dimostratosi saputo

il fastidio si rigira

in fede.







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fuochi dell’aperta campagna, alluminio

di due stagioni far apparire l’età

come presente come dato altrimenti

la possibilità, che è pesante, si carica

dell’indocile, spinta, chiedere

fluidità al Padrone, quello grande


sua misura, mio rispetto.

mia misura, suo rispetto.













(Da La medietà, Nuova Editrice Magenta, Varese, 2004)