Giovanna, via Poerio 100 (Natale 2003)
viso in due gallerie lunghissime una redine di fiato, continuamente trattiene la baia del tuo sguardo la baia dove sguazza una domanda e si allunga sullaltalena ti batte nel petto e chiede che venga la gioia con fulmini e alluvioni..
Ti accompagno al tavolino guardiamo i colombi volare da un cornicione allaltro dellorizzonte di via Poerio.
nei tuoi occhi il pane è il tempo che avviene oltre i vetro e pare distante, ma tu ne vedi le lische contro luce laltare dove posare un canto ancora con il gesto di chi tiene fra le mai le ali strette del vivere e lo posa pregando che qualcuno ne chiami il volo che il cielo lo liberi nel viaggio che fa tremare gli alberi.
il popolo che cammina male seduto sulla porta della camera sembrano soldati chiamati a dire presente, ci sono muovono appena un ciclamino sulla chioma della bocca.
come se avesse grandinato. Qui aspetti il tragitto, la linea non più di fumo, piallata per i tuoi piedi lenti. Il tuo corpo è scavato come chi ha pensato il letto di un fiume picconato, e ci sarà lalluvione un ritornare verso il mare, fuori Roma.
come sbendassero le sottane di questo letto ora che la croce è vuota ed è quasi domenica.
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