INTERMEZZO



a Giorgio Luzzi




Quello stormo di uccelli
si abbatteva vociante
sui rami di un albero
come a un traguardo.
Ma era un'altra la posta in gioco
a dirigere il volo impetuoso.








NATURA



Da un camminamento
sotto la volta degli alberi
si arrivava a un recinto.
Si erano rialzati due vitelli
dal loro letto di paglia
una strana luce
passava tra le foglie.








Nel giardino



a Sossio Giametta




Da quell'intrico di rami
si tendeva il germoglio di un kiwi
incontro al ramo di una betulla.
Si formava un nuovo viluppo
come un piccolo arco di trionfo
che vede il kiwi prevalere
la betulla vicina a soccombere
e l'ospite meditare nel giardino.








Mimesi





Delle figure e dei fregi
si osservano sulle ali delle farfalle
e in altre specie diverse
ornamento e difesa insieme,
simili a cerchi e disegni
detti anche macchie ocellari,
sono una varietà di mimetismo
l'immaginario occhio di Dio che guarda.








Alla ricerca di un punto di vista
l'apprendista pittore si era inerpicato
su un dorso scosceso del parco,
si misurava col lago in lontananza
che dimorava placido
nell'aria azzurrina.








Poi vennero i giorni veloci
che rapidamente tramontavano.
Salivano le voci e i rumori
e quella sua vocazione di scena
era stata abbandonata.







Quella coda solitaria tagliata di netto doveva forse
appartenere a un ghiro. Amcora per poco stava leggera sui sassi
co n la sua bella forma, come una bandiera.








Proprio il libraio
che ripuliva la sua vecchia insegna
si era voltato a consigliare
- Legga "Ritratto di persecutore" - diceva
quella mattina di dicembre
del 1944.








Quella casa isolata
quasi nel centro del paese
era passata indenne
dalla guerra al dopoguerra
come la salamandra nel fuoco,
adesso sembrava un corpo estraneo
venuto da chissà dove.








E quella sua famosa biblioteca
era dispersa,
rimaneva qualche superstite libro
una edizione d Peire Cardenal
in provenzale antico
"Les clercs" si leggeva ma le parole
erano coperte di macchie d'umidità
"se fan pastors
et son aucizedoes..."








Da quali nemici si difende
la rivestita di spine?
È tenace la memoria delle piante
non abbassa la guardia.
Se torneranno le specie a loro avverse
le troveranno pronte, ad aspettarle.








a Victoria Surliuga




Del suo castello di spine
difesa di un tempo remoto
ha fatto nido la civetta,
ma i suoi nemici sono scomparsi
e tutto intorno
non c'è sabbia e vento.








L'anziano assicuratore era un amico
della musica e la caccia.
In ufficio teneva in gabbia una civetta
per compagnia e forse per richiamo.
Guardand dalla porta a vetri
si vedeva l'ufficio vuoto
e la civetta con le sue strane movenze
i suoi buffi ammiccamenti.







Della tertulia che aveva formato
di giovani musicanti
faceva parte anche lei
l'ardente attrice di quegli anni
al suo inizio.








In quelle nebbie, una mattina di novembre
aveva visto l'amico di suo padre
davanti alla scalinata del Terragni.
Nell'abbracciarlo, la bicicletta era caduta a terra,
"doveva essere l'ultimo"
era stato il suo necrologio.








da Armi e mestieri, Mondadori, Milano 2004