| da Lampi notturni |
| e si leva
uno stormo d'uccelli, espande, si gonfia si sgrana, scioglie, riforma nebulizza, argenteo di luna, che piano agonizza tra le braccia dei rami pietà dolorosa |
| Che cos'è che
si muove nel nido scavato tallone dopo tallone su sabbia che sembra sfiancarsi sotto il peso del mio guardare
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Mentre il buio sprofonda, più scuro |
È la notte che trafigge la luce sul letto sfatto del buio tra lenzuola di porpora e polvere inchiodate al filo dell'orizzonte
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| Un bagliore
si smaglia sul manto oleoso, e generoso riveste la luna, i miei occhi si fanno distanza, presenza ridottasi sogno a fluttuare |
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È la notte che
uccide di sé)
È una pozza d'acqua |
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ancora altre mani di
nulla, smuore |
Si consuma luce fina di candela piove cera, scivola lungo il davanzale un rossore alle spalle mi accompagna mentre mi allontano e scelgo senza più sapere dove ---
gli ultimi lapilli dell'incendio di lampi di ricordo
che mi viene amore, sconsacrato amore - - - |
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di auto in scalata veloce, si solleva a fatica,
saluta, almeno che si snoda sottile tra cortei di lampioni
profilo stampato sul
parapetto che scruta nel getto (forse silhouette sfilano, sfrecciano sfumano piano
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