|
Sul pavimento scivolano
scarafaggi mentre si contemplano
monoliti reti di ciliegi ormai
sfioriti, maturati al sole. sorrisi controvento: lungo la schiena a inseguire
i passi Parole d'un curato di
campagna sentite nell'odore d'incenso, in un corteo sfumato
nella luce.
A San Giovanni davanti
una biella di tortelli s'attende
la notte rugiadosa che specchia
cuori di noci: crani vuoti conficcati
nella terra rafferma s'eclissano
al primo sbatter di ciglia del mattino. Mezziuomini danzano
in una Terra di Mezzo contemplando bambine
sognate in stagioni che ammantano di rena
le scarpe. Brillano le gote d'un
santo sul disco di Piero Ciampi: fischiettando "Livorno"
quando i bar si gonfiano e scorrono i titoli
di coda d'una commedia di Pietrangeli, foglie
d'autunno tra bianchi camici.
Formicai di pensieri
brulicano per le strade:
"Ci rubano le
donne!" "Non sopporto quel sapore acido della pelle! "
Si mescolano odori tra
aspirazioni lancinanti e gomiti
verdi ancora umidi scorsi nella freccia
d'un finestrino: astri di libellule -
prigioniere nel vento d'Elettra spirante su
cuti - e mosche assordanti
lasciano un canto notturno di rane: rantolo
in un letto di vetro lontano la musica da
balera d'una sera.
da una nuova rotonda
sulla 494, dall'ultima fabbrica
di scarpe
"Nome senza
risposta." Invio! Rubrica! Il Signor Toso ciucat
di sudore, fumo stantio
sulle vetraie. fiori mentre c'è
chi amoreggia - nella vigna - i capillari forati su
pire. Rimanere sauro sopra
mattoni rampicanti a cogliere la canicola
d'agosto pizzicagnoli - all'ombra
della galaverna -
"
colano lampi dalle finestre sudano sotto una Messalina
dell'est in fuga da cuspidi -
un tempo- auree e ai bordi delle vasche
si crogiolano ossidiane su rotative
di carta riciclata. affreschi d'Intus
Vinea e dall'umido delle marcite s'edifica
un altro iper-super- maxi-centrocommerciale. Mortara - nomen omen
- col suo mazzo di pensionati sotto
una lea di betulle si colgono i salamin
d'la duja dalle olle tra vagabondi e ultimi
turisti seduti senza Lungo Fucile un'altra
Little Big Horn tra neri pozzi di sabbia.
Risate obese in quella
balera lomellina dove il clangore di
rotaie si mescola a musiche: la Signorina Tristana
ovvero stille stinte in una notte ferragostana
davanti ad uno specchio che deforma stagioni. Dalla finestra chiazze
di verde maculano l'aria e spuntoni di piracanta
graffiano un cielo si vorrebbe in una valigia
(forse una 24 ore) e tra un curioso - Happy
hour! Happy hour! Sabato un altro "sfattone"
ecstasiato steso alla stazione
|
|
©
Luca Ariano
|