|
ha il torace spaccato . il ragazzo del pane . e parla coi cani . che l'inverno
ha portato acqua buia quest'anno . e una preghiera soltanto . di morire
nel mare.
disarmato e innocente . senza rabbia tra i denti. e le mani in fiore.
ora c'è la morte in pace . questo cielo atroce .
c'è mio figlio sotto la collina nera . la bocca piena di falene
.
c'è la guerra . e ha ancora fame .
dolce . finché vuoi . vivimi dentro dolce . che io sopravvivo .
e non scrivo più guerra . e non dico più rabbia .ma l'innocenza
della madre
che mangia il suo bambino . e guarda il confine . e prega .
maggio e la terra ringhia . è calma la terra . tengo la distanza
percorsa
fra le mani . come un pane pronto per l'offerta . sento la tua assenza
inchiodata alle arterie .
due voci e l'inverno . e tu che non sogni . e allevi i calici sopra le
teste
cadute prima della tua . e le tue mani di maschio vuote . ombre e topi
dai confini della vergine . sangue corre urgente . qualcuno chiama pace
questo costante allarme .
giorno perfetto fratello . mia madre muore . e i tamburi hanno smesso
di gridare . esplodono i vermi sulle mani dei nemici che portano corone
.
padri bianchi e sorridenti bastonano lo sciatto . scuoiano il perdente
.
io non ho più
fede in niente .
sole delle spine . sporco sole . sole intero .
asciugami la gola . gli anni sulla fronte . il buio dentro . di ferro
.
questa pietà
da cieco . che non lava i morti .
questa croce in collera
. dura tra i denti .
coprimi le gambe ostili
. nude di fame .
questa pelle da cane
.
cristo infelice . e io stanco . e tu che sorridi prima della pioggia .
la fronte a oriente . i servi muti a masticare piombo . i fedeli in divisa
a celebrare niente .
venerdì del silenzio . ho avuto un figlio . e mi ha insegnato a
cantare .
la terra a mani nude . la sete uguale . dietro di me il nulla delle pietre
consumate . davanti a me . guerre in cammino . parole più fedeli
.
l'obbedienza del pane .
(gil)
la morte pura . ostia nera . senza incanto .
il nome tuo soltanto . rimasto in gola . senza scampo .
prego ora . pe run tempo di luce . sopra l'urlo tuo . appeso al labbro
.
prego di restare vivo . dopo il tuo deserto .
prego la terra che ci
muore addosso . ancora un altro anno .
altro ferro dentor il
pugno .
ancora un canto .
(da Diario del pane, Raffaelli editore, Rimini 2003)
|