dalla sezione meteo

 

 

 


Liberatorio, il vento. M'ero votata
ad un risolvimento invece,
custodivo. Mi duole di non essere
anch'io frugata dalle raffiche improvvise,
dopo la quiete si scopre spesso la tempesta

 


 

 

 

 

 

partenze\ 1

Ripetuta. Mi ripete la dinamo accesa rallentando
tra le ruote e l'asfalto un pallore omogeneo:
tutto (intorno) è rimasto. Non mi sento,
né poco né tanto, pedalo.
Lo volevo
(e non posso), restare e non posso
altrimenti tornare -quando andavo alle medie
facevo casa/scuola senza mani, le mattine più fredde-
questa notte tagliente ripete i contorni,
ostacola il buio. Mi precede il ricordo
in attesa, pedalo.



 

 

 

 

 

partenze\ 2

La notte svesto il gelo penetrato
tra una pedalata e l'altra, vado a dormire. Questa
quasi credevo ad una riconciliazione
scoprendoti dal finestrino -a menoquattrosottozero
anche la macchina è un'esigenza e il mio eroismo spicciolo
avrebbe suscitato solo i soliti malanni- Invece
io ti appartengo,
tu (tellina valle) mi rimani faticosamente
ostile lungo qualche sbavatura dei tuoi fianchi, nella fretta
di trovarti al plenilunio ancora assorta. Anche questa
notte mi svesto e non ho più
gli orecchini da impigliare nel maglione.


 

 

 

 

 

partenze\ Gi.

-Vieni?
Vuoi venire a portare a spasso i miei malumori?-
Cosa fai oggi pomeriggio è l'unica
domanda che mi riesce (conviene al desiderio di un rifiuto).

Nemmeno lo volevi forse, forse ne hai già i cassetti
pieni di queste mie crisi di urgenze. Nemmeno
lo volevo, forse o forse ho solamente l'evidenza
di non riuscire a rimanerti. e comunque
Rimani,


 

 

 

 

 

 

(a/ab

Riconosco il coraggio ostinato di chi affronta
paure degne:
la mia vigliaccheria le crea già esauste.
Inoltre, devo salvare il mondo e per giunta, sola.

Non ha più senso, oltre l'unico andare:
da me a me

oppure ancora mi è rifugio all'ostinata brumosa
sera che il vento si trascina.

e tutto maledettamente mi appartiene, questo spazio.
Ma deve restare al suo



 

 

 

 

 

/e/ ex

Sto ancora digerendo l'ultima (non era nemmeno la prima).
Anche le rotule se ne vanno questa notte per i giri loro,
inutile insistere su due ruote. Comunque
sono dannatamente stanca:
nessuna conquista,
per adesso sono rimasta
ancora, ancora a credermi
capace di


 

 

 

 

 

/de)

Inseguo e non ho tempo pedalo ripedalo rincorro fuggo e corro
corro vado rimango. poco.
Non sempre abbastanza è possibile.
La notte nel sonno che tarda ha rumori molesti. Il mattino,
il mattino si apre agli odori più lievi
, e
. Troppe, le occasioni per una volta sola


dalla sezione

1990 sei
versus
dodici o 13



 

 

 

 

 

/giugno/ LATO B

Mi sento tutta l'umidità dei prati a notte fonda,
(ad abitare vicino all'Adda si è fortunati d'estate)
dorme anche il cane della vicina.
Salgo le scale a luci spente senza nessun rumore perseguibile
dai miei, apro la porta lentamente come tante volte, invece
è come aprire la portiera di una macchina che è stata ore al sole:
- nessuno ha la prigione che si merita -,
e devo dirlo adesso, a qualcuno almeno,
che la mia non è dorata e ha sempre troppo per restare.

Andarmene o rinchiudermi.


 

 

 

 

 

/ottobre/ millenovecentonovanta
sei


Nonostantetutto e nonostante
questo non sia tutto, sento
d'amarti senza perfezione adesso, sento
d'amarti senza protezione e quasi
senza il mio permesso.


Più che camminare vagavo, pomeriggi interi
a tracciare un bel solco
e bisogna soffrire perché sia profondo (il dolore). Il dolore
è una scusa: ho sofferto, ho il diritto. Ho il dovere di andare
all'inferno, se consumo la stessa canzone.

Più che vagare eroicamente sputavo
(una per una) sulle mie sventure.
Mi com/muovo ogni volta con me, delle mie sofferenze,
ho il com/forto
dell'autoreverse.


Mi chiedono di scegliere tra te e un normalissimo
esister quotidiano
di cose conosciute assai fedeli e mie.
Rimango stupefatta ad osservare mentre ingoiano
l'anestesia
prima che sia (e poi l'analgesico del dopo).

dalla sezione
tre appunti



 

 

 

 

 

una dei tanti anch'io
. . .

[Dio, Dio, Dio… una volta c'ero anch'io tra le tue pecore…]

Non c'è ragione, Dio, non c'è motivo
per cui tu non esista. Infatti
tu ci sei, ma io?

E se non c'è, Dio, non c'è
che tenga, se non esiste, Dio,
se non risponde al nome che gli diamo?

Se Dio non c'è, non posso nominarlo, né fare a meno di tentarlo.


 

 

 

 

 

venerdì non posso#3

eh sì, sono alla frutta.
ma quella no, non posso darvela:
I need vitamina C


 

 

 

 

venerdì non posso #6(melò)

29 anni e ancora non sono adulta:
il mondo è strano quando si tratta di osservare.
ho questo rospo grosso da allevare,
rospo notturno per la disperazione.
(ma i tacchi alti con la gonna no, non me li metto,
nemmeno questa volta.)



 

 

 

 

 

NOTE


meteo (A.Z. non lo sa, ma mi ha copiato il titolo…)
Morbegno, 21 giugno MCMXCV (edizione provvisoriamente definitiva)
Monza, diciottoagostomillenovecentonovantasette

1990 sei e dodici o 13, nate come raccolte poetiche, sono in realtà
diari molto esistenziali.
1990 sei versus dodici o 13
è una raccolta di testi. la maggior parte di essi sono poesie, e possono essere lette. alcuni mi servono per ricordare.

tre appunti è un estratto da purgatorio3
tutti i testi/ tranne ove specificato/ sono di silvia monti/ sono stati scritti tra il duemila e il duemilaedue/ composti e ricomposti in seguito.
"Una dei tanti anch'io" è un verso di G. Caproni leggermente manomesso.
Monza, 11/13 luglio 2003

 

 

------------------------------------------------------------------------BIO


ricercando invano la consistenza ideale della tua forma dentro il mio triangolo vitale mi accorgo di essere avvolto da isteriche e ubriacanti vibrazioni che vengono ovattate dal tuo gran cuore...
la percezione innata che ti contraddistingue e allo stesso tempo ti rende invulnerabile ad ogni radiazione ti porta a convivere con l'universo...
ruggente e incontrastante sibila la tua nota sul mio cuore
l'impazienza del tuo profumo
la voglia di un tuo abbraccio
la necessità della distanza
e del silenzio.
tu silvia...! antenna di cristallo
Nata nella Valle ti vedo
come un ago che spunta dal pagliaio ...

-------------------------------------------------------------------/Saverio Monti/

 

 

da 97 kilometri, Quaderni di poesia del Gruppo Fara, Bg 2004